Il Tirreno

Truffa dello specchietto, denunciati due giovani

Uno specchietto rotto in una foto di archivio
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Uno specchietto rotto in una foto di archivio

Si erano fatti consegnare 500 euro da un anziano fingendo un incidente. Ma una donna si è accorta di quello che stava accadendo e ha chiamato il 113

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MASSA. Viaggiavano in Mercedes, uno degli ultimi modelli. E andavano a caccia di persone da truffare, preferibilmente anziane. Ma l’ultimo colpo che hanno tentato a Massa gli è andato male grazie a una signora che vedendoli in azione ha capito che era meglio chiamare la polizia. E gli agenti sono riusciti a sventare un raggiro che ormai era stato concluso ai danni di un settantenne, che spaventato dalle richieste dei malviventi aveva preferito pagare cinquecento euro in contanti piuttosto che mettere in mezzo la sua assicurazione dell’auto. E sì perché il trucco è quello dello specchietto e i protagonisti, denunciati a piede libero, sono due trentenni piemontesi, di origine sinti, scesi ai piedi delle Apuane proprio per mettere a segno le loro losche attività.

L’altra mattina devono aver seguito il settantenne, o almeno questo è il sospetto degli inquirenti, dato che l’uomo aveva il portafoglio pieno di banconote da cinquanta e cento euro. E hanno finto che lui con la sua macchina avesse urtato la loro. Lo hanno rincorso, costretto a fermarsi e gli hanno fatto vedere che il vetro si era frantumato. Il vecchietto è caduto dalle nuvole, ha perfino chiesto scusa perché non si era accorto di quello che aveva fatto. Loro prima hanno fatto finta di volersi rivolgere alle assicurazioni, poi gli hanno detto che sarebbe aumentato il costo della polizza e per un pensionato come lui poteva essere un problema. E visto che il signore annuiva ecco l’offerta: cinquecento euro (era uno specchietto con il riscaldamento interno per non farlo appannare d’inverno) e la vicenda poteva chiudersi lì. Anzi hanno fatto anche i generosi, dato che il pezzo nuovo sarebbe costato qualcosa di più e poi bisognava aggiungere la manodopera del carrozziere.

Mentre i tre parlavano però una signora si è fermata a guardare quello che stava accadendo. E si è insospettita. Appena ha visto che l’anziano metteva mano al portafoglio e tirava fuori i soldi ha chiamato le forze dell’ordine, spiegando quello che stava accadendo. E così la volante della polizia è potuta arrivare in tempo. La coppia è stata portata in questura per gli accertamenti e una volta identificati sono saltati fuori numerosi precedenti specifici, tutti reati che avevano commesso negli anni addietro. Inoltre non hanno saputo spiegare cosa ci facessero a Massa.

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Il sospetto è che abbiano messo a segno altre truffe ed è per questo che la questura apuana lancia un appello ad eventuali vittime del raggiro, che venendo a conoscenza della vicenda potrebbero riconoscersi e capire che quel sinistro che pensavano di aver avuto in realtà non è mai accaduto. Il settantenne è stato sentito dai poliziotti e ha raccontato di aver acecttato la richiesta di quei due perché lo avevano convinto che avrebbe risparmiato un bel po’ di denaro. «Ero mortificato perché pensavo veramente di aver causato quel danno, dato che ormai ho una certa età e i riflessi non sono più quelli di una volta», ha detto prima di tornare a casa. Ma se tutto è andato bene il merito è di quella donna che si è accorta che stava accadendo qualcosa di strano e ha dato l’allarme.

Comportamento giusto da adottare in casi come questo, tanto che gli inquirenti sollecitano anche altri a fare come lei.

 

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