Gioco
Trovati i soldi, via ai lavori per riaprire la Caravella
A Marina di Carrara pista di pattinaggio ripulita, alberi potati, eliminata la vecchia sala giochi. Ma la vera riqualificazione deve attendere. E la tribuna resterà transennata
CARRARA. Cinquantamila euro per mettere in sicurezza la Caravella e restituirla all’uso pubblico. Li ha stanziati l’amministrazione carrarese annunciando l’imminente partenza dei lavori.
Ma per la riqualificazione definitiva dell’area la palla passerà ai successori di Zubbani&co. I soldi ci sono già e arrivano dalla riscossione dei diritti di superficie. Per l’avvio dei lavori, dunque, si dovrà attendere “solo” qualche settimana, il tempo necessario all’espletamento delle procedure di affidamento del cantiere. Questo significa che a breve, dopo oltre 25 anni di attesa, cittadini e turisti, potranno tornare ad accedere all’area della Caravella.
Lo ha annunciato il sindaco di Carrara Angelo Zubbani alla commissione Attività Produttive presieduta da Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara). Dopo l’acquisizione dell’area dal demanio, formalizzata a gennaio, il settore Lavori Pubblici ha messo a punto un progetto di messa in sicurezza da 50 mila euro. Si tratta di un intervento per così dire “minimo” ma indispensabile per riaprire i cancelli della Caravella al pubblico. Niente a che vedere, ha precisato il primo cittadino, con la riqualificazione vera e propria dell’area. Per quella, al momento non ci sono né i soldi né il progetto, dunque la palla passerà alla prossima amministrazione. Quello che si può fare, e anche in tempi brevi, è rendere fruibile l’area. Come? Eseguito nelle scorse settimane l’intervento sul “verde”, con la potatura dei rami pericolanti dei pini, il comune provvederà a sistemare la pista da pattinaggio e il vialetto di accesso, con tanto di azzeramento dei dislivelli.
Chi ha frequentato la Caravella ricorderà che tra il cancello di ingresso e la pista c’è una zona “ribassata” – dove un tempo era collocata la sala giochi. Scale e scalini spariranno e l’accesso all’area sarà su un unico livello. La pista da pattinaggio in marmo sarà lavata e lucidata, i cancelli e le recinzioni rimossi. Resterà un unico neo, ovvero la tribuna per gli spettatori: la struttura è inagibile ma al momento non ci sono le risorse né per abbatterla né tanto meno per sistemarla. E così, la tribuna, sarà recintata e chiusa alla vista con dei pannelli. «Si potrebbe pensare a un piccolo stanziamento per commissionare un intervento di decorazione» ha proposto il sindaco, lasciando intendere che in questo caso l’obiettivo è spendere poco, magari facendo leva sulla sensibilità degli artisti locali.
La soprintendenza per i beni artistici e architettonici ha già autorizzato l’intervento e adesso si attende solo l’affidamento del cantiere. La riapertura dei cancelli della Caravella dunque potrebbe essere davvero imminente. Chi invece auspicava una ristrutturazione completa di quello spazio, con l’insediamento di nuove attività e servizi – bar, punto ristoro, servizi igienici - dovrà attendere un po’ di più. «Toccherà alla prossima amministrazione» ha detto chiaramente Zubbani spiegando che a oggi le risorse non ci sono e che al massimo, la sua giunta, potrà bandire un concorso di idee, a costo zero, per il rilancio della zona da lasciare in “eredità” ai vincitori delle elezioni del 2017.
Questo intervento, più importante, o come ha detto lo stesso primo cittadino "la soluzione definitiva per il futuro della Caravella" dovrà dialogare con il Waterfront. Rispetto al progetto di riqualificazione del litorale, Zubbani ha ricordato che «il finanziamento per il lotto di via Rinchiosa è impostato, l'Autorità Portuale ha stanziato i 9 milioni di sua competenza mentre si attende la Regione Toscana che a fine luglio o al massimo a settembre dovrà mettere a bilancio i 13 milioni di euro di sua competenza». Il lotto di via delle Pinete/viale Zaccagna, ha sottolineato il sindaco, sarà finanziato invece dal Ministero delle Infrastrutture con 13 milioni di euro da erogare attraverso l'accordo di programma che però - ha concluso Zubbani - «è ancora da definire».
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