Il Tirreno

Accoglienza

Profughi e lavoro: solo 9 dicono sì

di Giulia Rafanelli
Profughi e lavoro: solo 9 dicono sì

Saranno impegnati nella pulizia del litorale. In città sono 176

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MASSA. Anche a Massa i richiedenti asilo saranno impegnati in attività socialmente utili. Saranno soltanto 9 però sui 176 ospitati nelle 10 strutture (compreso il centro di prima accoglienza di Casa Faci) che a Massa ospitano i rifugiati secondo il modello dell'accoglienza diffusa promosso e caldeggiato dal Governatore Enrico Rossi.

Il 26 luglio quando per la prima volta indosseranno la pettorina e per 4 ore al giorno saranno impegnati a mantenere in ordine l'area del litorale massese, saranno quei pochi che hanno accettato il volontariato che Comune, Prefettura, ed Enti promotori hanno loro proposto. «Si tratta di attività di volontariato - ha precisato la Prefetta - dovevamo capire anche le loro disponibilità ma mi auspico che nei mesi le adesioni aumenteranno, non solo dei richiedenti asilo ma anche degli altri Comuni del territorio».

Avviare i richiedenti asilo ad attività socialmente utili è una sperimentazione che già è stata applicata in altre province toscane e a Massa-Carrara il pioniere è stato il Comune di Pontremoli. Molto probabilmente dopo Massa, sarà la volta di Aulla. In città il progetto si articolerò fino a dicembre. In questa prima fase che prenderà il via il 26 luglio, i ragazzi saranno impegnati in attività di ripulitura del litorale in supporto alla squadra degli operatori di Asmiu. Successivamente, daranno una mano contro il degrado dell'area industriale insieme alla Pro Loco di Catagnina, in autunno subentrerà come "partner" anche la Misericordia. Dopo l'autunno il quadro progettuale dovrà essere rivisto, sia perché i tempi di permanenza dei rifugiati sul territorio non sono mai ben definiti, sia perché - per allora - la speranza è che siano più di 9 i rifugiati ad aver dato la propria disponibilità ad impegnarsi per la comunità di arrivo.

In totale sul territorio provinciale sono circa 500 i profughi ospitati. Un numero che per ora è ben assorbito dalla capacità di accoglienza della provincia. Gli arrivi però non sono quantificabili: «Oggi ci sono stati tre nuovi arrivi» - ha riferito il prefetto di Massa Carrara, Giovanna Menghini. Per quanto riguarda Massa, la media delle età dei rifugiati è bassa, circa 23 anni. Vengono dal Mali, dal Senegal, dalla Guinea e dal Togo. Non sono solo uomini, ci sono anche alcune donne.

Come accennato, Massa è stato il secondo Comune della Provincia ad aver richiesto i finanziamenti della Regione Toscana per dare il via a questo progetto. Progetto volto soprattutto a creare trame educative per la comunità dei richiedenti asilo scongiurando il rischio dell’alienazione ed evitando l’effetto banlieue, dei “ghetti” per intenderci. Per evitare, insomma, di parlare in termini di “noi” e di “loro”. Dall’altro, si dà loro modo di rendersi utili verso la comunità che li accoglie.

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