Il Tirreno

Non versa le ritenute e finisce ai domiciliari

Non versa le ritenute e finisce ai domiciliari

L’imprenditore dovrà scontare un mese e quindici giorni di detenzione. Un altro impresario nei guai

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PONTREMOLI. Uno non ha rispettato il testo unico sulla sicurezza del lavoro, l’altro invece non ha versato i contributi dei suoi dipendenti all’Inps. Per questo due imprenditori negli anni passati sono finiti nei guai e sono stati anche condannati dal tribunale di Massa. Ieri mattina la giustizia, sottoforma di una pattuglia dei carabinieri, ha bussato alla loro porta presentandogli il conto: entrambi sono stati messi ai familiari. Il primo, un cittadino egiziano, residente a Fosdinovo, dovrà scontare tre mesi, l’altro, un italiano di 56 anni, sarà libero tra un mese e quindici giorni. La decisione è stata presa dal tribunale di Massa, dopo il deposito delle motivazioni dei giudici che hanno emesso le sentenze nei mesi scorsi.

Particolare soprattutto il caso dell’imprenditore pontremolese accusato di non aver versato le ritenute previdenziali dei suoi dipendenti. che se ne sono accorti quando l’Inps ha chiesto conto di alcune irregolarità riscontrate circa la loro posizione. La condanna è arrivata nonostante la legge sia stata cambiata pro reo, proprio negli ultim i tempi. Ma l’imprenditore lunigianese non rientrava nella fattispecie prevista dal legislatore, dato che il mancato versamento superava la soglia massima prevista di diecimila euro e soprattutto dato che quei mancati versamenti non erano serviti per pagare le buste paga di chi lavorava per lui. Secondo l’accusa - e secondo il tribunale - l’uomo se li era semplicemente tenuti per sé. Secondo la cassazione, invece, secondo la Cassazione, se la società è assolutamente priva di risorse finanziarie e liquide, e magari ha crediti inesigibili ed è oberata di debiti, e dà dimostrazione di aver fatto di tutto pur di incassare degli utili – eventualmente anche con la vendita di attività o di beni d’impresa – allora l’imprenditore non è penalmente responsabile se, con le scarse risorse che ha, decide di rispondere solo ad alcuni debiti, tra cui quelli verso i dipendenti, piuttosto che versare le ritenute all’erario.

Di tutt’altro tenore il caso dell’egiziano che ai domiciliari dovrà rimanere fino a ottobre: non dava gli strumenti necessari ai suoi dipendenti per tutelare la loro sicurezza quando eseguivano le mansioni per cui venivano pagati. Ad accorgersi della violazione del testo unico erano state le forze dell’ordine durante uno dei controlli di routine effettuati nelle imprese della zona. I tecnici avevano accertato numerose violazioni, dai cartelli di avviso che erano completamente assenti all’abbigliamento che non rispettava le disposizioni del testo. Insomma, chi lavorava per quell’uomo tutti i giorni - si tratta di un impresario edile - metteva a rischio la propria incolumità.

Dopo l’accertamento era scattata la denuncia e il conseguente procedimento penale. Che ha portato alla condanna dell’imprenditore. Ieri mattina è arrivata l’ordinanza di custodia cautelare e i carabinieri di Fosdinovo gli hanno notificato la custodia cautelare per giorni novanta, come aveva disposto il giudice che lo aveva condannato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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