Il Tirreno

Massa, un’altra città: ecco il mega progetto da 18 milioni di euro

di Chiara Sillicani
L’area alla stazione di proprietà delle Ferrovie e in cui, da anni, si parla di realizzare un parcheggio
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L’area alla stazione di proprietà delle Ferrovie e in cui, da anni, si parla di realizzare un parcheggio

Il Comune partecipa ad un bando sulla riqualificazione E pensa ai cantieri a Stazione, Poggi, Rinchiostra e Cervara

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MASSA. È come sfogliare le pagine del libro dei sogni, come vestire i panni di Alice e precipitare, inseguendo il coniglio bianco, nel mondo delle meraviglie.

Una città in cui l’arredo urbano, la mobilità, i parchi, le scuole, gli spazi pubblici si ridisegnano a misura di cittadino, in cui il centro e la periferia non ci sono più perché dovunque è la città, in cui il posto per parcheggiare alla Stazione c’è, in cui villa della Rinchiostra è un gioiellino, in cui Cervara torna a splendere, in cui i Poggi combattono - e magari vincono - il degrado. La ricetta per fare del sogno la realtà esiste, ma il primo ingrediente - è lì che viene il bello - sono i soldi, tanti soldi. Roba da 18 milioni di euro.

A mettersi le mani in tasca e è il Consiglio dei ministri che, con un decreto del presidente, lancia un bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. I Comuni che, entro il 29 agosto, presentano i progetti migliori, si assicurano “il malloppo”. E non è un gioco da ragazzi perché in gara ci sono i “pezzi grossi”, le città metropolitane, nomi come Roma, Torino e Milano. E parecchi concorrenti i progetti ce li hanno già pronti: devono solo sfilarli dal cassetto. Punto fermo per tutti: recuperare l’esistente, non gettare neanche un centimetro cubo di cemento, non consumare neppure un angolino di suolo. Del resto l’occasione è ghiotta e Massa non può permettersi di non scendere in campo: in tempo di crisi e di trasferimenti statali con il contagocce, i bandi regionali, nazionali ed europei sono la prima - e forse unica? - strada da battere per realizzare le opere. Ecco quindi che gli uffici di Palazzo civico si mettono all’opera, in piena estate, per consegnare in tempo sulle scrivanie romane tutta la documentazione. L’area interessata al progetto è vastissima: dalla stazione scende verso mare coinvolgendo la Rinchiostra, quindi i Poggi e le Villette. E risalendo verso monte, si estende fino a Cervara. Come se il centro si dilatasse ad includere quella che oggi è periferia.

Alla Stazione il progetto permetterebbe di riaprire, o comunque riattualizzare, i rapporti con le ferrovie per il recupero dell’esistente e la realizzazione del parcheggio di servizio ai pendolari e del nuovo capolinea degli autobus che la città attende ormai da anni. Alla Rinchiostra la tappa obbligata è il recupero funzionale della Villa in rete con gli altri edifici a destinazione culturale - espositiva.

Senza dimenticare i parchi, le scuole, la riqualificazione dei Poggi (per cui in progetto, secondo ad un bando Anci, già c’è) e un sistema di mobilità che consenta collegamenti rapidi verso la Marina e il centro storico. Roba da sogno davvero. Così almeno sembra oggi, diversamente sarebbe se il Comune il bando lo vincesse davvero e i milioni da Roma arrivassero. I tempi sono stretti e di soldi per arruolare professionisti esterni non ce ne sono, senza dimenticare che per affidare incarichi servono specifici - e lunghi - iter burocratici e qui non c’è un attimo da perdere. Sono dunque i dipendenti comunali a dover metter il turbo per concludere il progetto entro il 29 agosto.

La prima tappa è coinvolgere i privati interessati al progetto che dovranno farsi avanti entro il prossimo 8 agosto. Gli uffici di via Porta Fabbrica - parola di Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici - sono già all’opera: stanno mappando - spiega - tutti gli edifici pubblici e di proprietà comunale all’interno dell’area interessata al progetto. Perché è su quegli edifici e sul loro recupero che verterà tanta parte del mega progetto da presentare a Roma.

«Il bando - Berti fa il punto - è stato pubblicato circa un mese e mezzo. Avevamo solo tre mesi per preparare tutto il materiale. Non stiamo perdendo un attimo». Perché davvero non c’è tempo da perdere e una partita così, che potrebbe regalare un nuovo e più bel volto alla città, è tutta da giocare.

 

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