Il Tirreno

«Ero dal mio amico Giancarlo, poi non mi ricordo più nulla»

«Ero dal mio amico Giancarlo, poi non mi ricordo più nulla»

Alessio Paolini è uno dei due feriti dall’esplosione: Il mio cane Zeus purtroppo non si è salvato Sotto le macerie vedevo i bagliori delle fuoco e all’ospedale, in coma farmacologico, sognavo De NIro

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FIVIZZANO. Era il primo maggio scorso quando esattamente alle 18,37 un forte boato aveva squarciato la tranquillità di quel tardo pomeriggio festivo in una fetta di territorio fivizzanese. Ad Agnino una abitazione all’interno del borgo del paese era letteralmente saltata in aria a causa di una fuga di gas. Un esplosione che fu paragonata alla deflagrazione di una bomba. Sotto alle macerie rimasero due amici Giancarlo Dainese, inquilino di quella casa , e Alessio Paolini. Furono estratti da sotto cumoli di detriti e feriti gravemente vennero trasportati in elicottero all’ospedale Cisanello di Pisa. Per qualche giorno si temette per la loro vita.

A due mesi e mezzo di distanza da quel terribile giorno abbiamo incontrato Alessio, 39 anni ,sta bene ma sul suo corpo sono evidenti i segni di quella immane tragedia che per poco non gli portava via la vita. Dei due era il più grave. Questi i suoi ricordi di quel giorno: «Ritornavo da un pranzo al ristorante dopo essere passato da casa mi sono recato a fare visita all’amico Giancarlo». Mai Alessio avrebbe immaginato cosa sarebbe accaduto da li a poco. «Ho bussato alla porta di casa e Giancarlo mi ha fatto entrare. Ci siamo messi a parlare quando improvvisamente è avvenuto lo scoppio. Istintivamente mi sono riparato il viso incrociando le braccia e ricordo che dissi “cosa succede Giancarlo” poi è crollato il pavimento e mi sono ritrovato nei fondi sottostanti con le macerie che mi ricoprivano il corpo. Nonostante avessi gli occhi chiusi riuscivo a vedere i bagliori del fuoco e sentivo dei sibili. Poi ho perso i sensi».

Alessio ha saputo dal cugino che lui stesso assieme ad un amico lo avevano estratto dalle macerie. «Mi hanno detto che mi sono risvegliato e che facevo avanti e indietro, ma io non ricordo nulla». Momenti estremamente drammatici , Alessio era gravemente ustionato alle braccia e in altre parti del corpo. Arrivano i soccorsi presso il bar di Agnino dove era stato trasportato in barella «cercavo mio babbo, che mi ha risposto: sono qui stai tranquillo, poi mi hanno caricato in ambulanza e ho nuovamente perso i sensi». Alessio veniva poi issato a bordo dell’elicottero Pegaso che lo ha trasportato nel centro grandi ustionati del Cisanello di Pisa. «Mi hanno tenuto in coma farmacologico per 19 giorni – ricorda Alessio- sognavo di andare in giro con Robert De Niro del quale sono un grande appassionato, ho fatto altri sogni strani e quando mi hanno risvegliato ho avuto l’impressione di aver dormito una sola notte. Mi ci è voluto una settimana per riprendermi dal coma». Qui Alessio è stato curato per le gravi ustioni e per problemi polmonari dovuti all’inspirazione dei fumi dell’esplosione. Quindi le dimissioni il 6 giugno scorso e l’inizio della fase riabilitativa che tutt’ora continua presso l’ospedale di Fivizzano: Alessio ha ancora difficoltà a camminare e a muovere le braccia ustionate. «Mi sento un miracolato, nonostante tutto poteva andare peggio come accaduto al mio cane Zeus che è morto sotto le macerie – dice – ringrazio mio cugino Simone e tutti i mei compaesani per l’aiuto che mi hanno dato, ora sto cercando di riprendere la mia vita e avrei tanto bisogno di un aiuto per trovare un’occupazione». Giancarlo Dainese, l’altra vittima dell’esplosione ieri è stato dimesso dal centro di riabilitazione della Don Gnocchi, sta bene e raggiungerà il suo paese di origine in provincia di Pavia. Di quella casa oggi non c’è più nulla solo detriti che presto saranno rimossi per fare spazio ad una piazzetta.

Marco Landini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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