Sicurezza
«Con la ricapitalizzazione difesi 300 posti di lavoro»
Il presidente della Fondazione Crc Pincione difende gli aiuti a Banca Carige e annuncia la fine della pioggia di soldi per “l’effimero”. «Ci pensino i privati»
CARRARA. “Con la ricapitalizzazione di Banca Carige sono stati tutelati 300 posti di lavoro. Le scelte della Fondazione hanno sempre avuto l’assenso die sindaci. E poi, non vi lamentate troppo: nelgi anni passati, la Fondazione di soldi sul territorio ne ha distribuiti davvero tanti”.
Alberto Pincione, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara è “chirurgico” nel difendere l’operato della “sua” Fondazione. E risponde punto per punto alle critiche arrivate, soprattutto, da Massa – dove l’assessore al bilancio Giovanni Rutili ha sollevato critiche non da poco alla strategia della Fondazione – sull’inaridimento delle risorse che la Fondazione ha disposizione per sostenere iniziative culturali, artistiche e scientifiche sul territorio.
L’operazione di consolidamento patrimoniale che per quest'anno e con tutta probabilità anche per l'anno venturo determinerà una contrazione delle erogazioni, dice in primis Pincione, «non deve far dimenticare che questa Fondazione solo nei passati 10 anni ha riversato sul territorio più di 20 milioni di euro, grazie anche a Banca Carige Spa (con la Cassa di Risparmio di Carrara Spa) che ha conferito più di 2 milioni di euro l'anno fino almeno al 2013».
Quindi, argomenta, se per il risanamento ed il rilancio di questo istituto si sono investiti ingenti capitali, «crediamo che, dati tali precedenti, questo sforzo sia stato doveroso sia per mantenere viva la attività della Banca nel nostro tessuto economico sia per garantire il posto di lavoro a oltre 300 dipendenti. Del resto, se per il consolidamento delle banche italiane non si è fatto ricorso, come in altri paesi, agli aiuti di Stato lo si deve spesso al sacrificio delle Fondazioni ed ancor oggi che il tema si ripropone, le Fondazioni (vedi Fondo Atlante) non si tirano indietro».
Ma l’assessore Rutili aveva sollevato anche un’altra questione: l’amministrazione Volpi, che regge il Comune di Massa, non è di fato rappresentata nè nel Cda e nè nel comitato di gestione della Fondazione, dove siedono rappresentanti nominati dalla giunta Pucci. Ergo, la decisione della ricapitalizzaizone non ha adeguatamente “coinvolto” Massa e il suo sindaco. «L’intervento nella ricapitalizzazione di Carige ha comunque avuto a suo tempo – replica netto Pincione – l’assenso dei sindaci di Carrara e di Massa, dei loro rappresentanti negli organi, così come di altri autorevoli rappresentanti delle categorie economiche e sociali presenti nella Fondazione. Precisiamo che sono da considerarsi tali anche i rappresentanti di un Comune che successivamente alla designazione, cambi "governo" a seguito di elezioni, in quanto il designato rappresenta, fino al termine del mandato, l'Ente in quanto tale e non i suoi amministratori. E va anche detto per quanto concerne i rappresentanti di Massa – anche qui Pincione si rivolge implicitamente a Rutili –, che essi hanno sempre sostenuto con forza le istanze provenute dal loro territorio, a prescindere dalle connotazioni politiche».
Il presidente della Fondazione passa quindi a specificare un’altra “anomalia” del territorio: «La nostra Fondazione ha sempre avuto un riguardo particolare verso gli enti locali (le cui rappresentanze per legge non possono essere maggioritarie nel governo della Fondazione) se si considera che il dato nazionale è di circa un 20% delle risorse destinato a questi soggetti, mentre la nostra percentuale sfiora il 40%. Va inoltre sottolineato che sempre il dato nazionale vede destinare agli Enti locali soprattutto risorse per i "beni culturali" (monumenti, opere d'arte, edifici storici) mentre da noi le richieste concernono quasi sempre eventi musicali, teatrali o artistici di carattere stagionale». Bene, avverte il presidente, d’ora in poi non sarà più così: la pioggia di aiutini a questa e quella associazione a questo e quel comune, è finita. «È nostro parere che in prospettiva si dovrà invece, anche localmente andare nel solco della tendenza nazionale sfruttando per gli "eventi" (il cosiddetto "effimero") le sinergie col settore privato fermo restando per gli eventi più significativi il supporto della Fondazione», dice Pincione, segnalando poi che la Fondazione, ha di recente acquisito la proprietà di un immobile confinante alla propria sede, per destinarlo in modo durevole a biblioteca pubblica per volumi di alto pregio artistico e culturale».
Quanto infine alle spese di gestione, anche la Fondazione sta tagliando: «Anche in ossequio a disposizioni ministeriali, abbiamo varato una vasta riforma statutaria che prevede una consistente riduzione del numero dei componenti degli organi per rendere più agile e meno onerosa la gestione».
In conclusione, con il tono felpato di sempre, Pincione, si concede una mini polemica: «In un momento difficile della nostra economia che ha duramente colpito le finanze degli enti locali, e in misura diversa, il mondo bancario e le Fondazioni, sarebbe auspicabile una collaborazione più stretta, magari anche dialettica, con gli enti designati (che sono i Comuni ma anche istituzioni imprenditoriali, culturali ed economiche) che non una polemica che non ci pare aiuti a risolvere i gravi problemi del momento».c.f.
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