Il Tirreno

Battiato e Alice e piazza Aranci si accende

di Melania Carnevali
Battiato e Alice e piazza Aranci si accende

Scrosci di applausi per il duetto tanto atteso Lamentele per la visibilità dagli ultimi posti

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MASSA. Prima è entrata lei, elegante, nel suo completo nero e una voce profonda che sembrava arrivare dal fondo dell'anima. Poi è entrato lui, sempre più pop: giacca verde, capelli bianchi raccolti in un codino, cuffie fisse per darsi il ritmo e un materasso coperto da un tappeto rosso da cui ha cantato quasi tutta la sera. E infine insieme per i pezzi storici e una carrellata di bis.

Battiato e Alice hanno fatto centro martedì sera. Piazza Aranci si è riempita come poche volte per il concerto della coppia "ritrovata". Loro che si trovarono negli anni Ottanta, quando Alice era ancora Carla Bissi, e crearono un sodalizio da cui uscirono dischi e concerti memorabili. Poi lei imboccò una strada artistica tutta sua, tra alti e bassi. Lui era già Battiato e Battiato è rimasto. I due si ritrovarono brevemente nel 2013, con Alice ospite al concerto del "maestro", all'Arena di Verona. Poi il nuovo tour che cade in un doppio anniversario: il 35esimo anno dalla pubblicazione dell'album storico di Battiato, "La voce del padrone", e la vittoria di Alice a Sanremo con Elisa. Un tour che sta riscuotendo un grande successo. E Massa non ha fatto la differenza: dalle prime alle ultime file, tutti i posti erano occupati, anche se quelli in fondo sono rimasti penalizzati. «Al terzo settore numerato il palco si vede così», scrive un lettore allegando una foto di quello che si vedeva del palco, cioè nulla. «Ma in conferenza stampa il Comune- continua - non avevano dichiarato che i posti di questo settore erano allestiti con una tribuna?». Ma Battiato e la sua musa non hanno deluso. Inizia a cantare Alice con nuovi e vecchi pezzi. Poi esce e entra lui, accompagnato dalla grida del pubblico. Spolvera subito un must: L'era del cinghiale bianco. Poi mette insieme la hit di una vita: Povera patria, La cura, Cuccurruccu, con quel pop che sembra disimpegnato se non fosse per quei testi che sembrano saggi sulla vita. È accompagnato dall'Ensemble Symphony Orchestra a cui dà il via sempre in spagnolo: “Vamos orchestra”. La voce del cantautore siciliano a volte sembra non uscire: i 71 anni si sentono tutti. Un sorso di tè e riprende. Canta quasi tutto il concerto da seduto, fino al finale. A quel punto si alza, caricandosi dell'energia della piazza. «Grandeee», gli urlano di nuovo. E chiude - prima del duetto con Alice - con i successi: Centro di gravità permanente, Voglio vederti danzare e ancora e ancora.

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