Sicurezza
Argine, i lavori non partono Fontanili: è come aspettare Godot
Il cantiere per ripristinare la sponda crollata nel novembre 2014, che causò l’alluvione di Marina, doveva essere aperto a giugno. Salgono le preoccupazioni degli imprenditori della zona
CARRARA. Nonostante le scadenze recentemente indicate dalla Regione Toscana, gli imprenditori di via Argine Destro restano in apprensione per il ritardo nell’avvio dei lavori di ricostruzione della sponda crollata nel novembre del 2014: «È come aspettare Godot», commenta, sarcastico, Maurizio Fontanili, titolare di una delle aziende di marmo che si trovano in quella zona. Le rassicurazioni dell’amministrazione toscana non bastano, anzi non bastano più.
Sì perché dopo quasi due anni di annunci disattesi, in via Argine Destro ci si affida al motto “vedere per credere”. E così, nemmeno l’arrivo qualche giorno fa di un nugolo di addetti sul sito del cantiere per la ricostruzione della sponda crollata è servito a fugare lo scetticismo di chi, l’avvio dei lavori, lo attende almeno da un anno. «Ormai da dodici mesi ci viene detto che gli interventi stanno per partire. Addirittura a giugno ci avevano garantito che sarebbero iniziati entro fine mese. Poi la scadenza è stata rimandata a metà luglio. Anche questa non è stata rispettata e a oggi non si muove ancora nulla» testimonia Maurizio Fontanili, imprenditore del lapideo titolare di un’azienda che ha sede proprio in via Argine Destro. Qui il 5 novembre del 2014 la furia delle acque del Carrione ha abbattuto la sponda costruita nel 2007 dall’amministrazione provinciale: il cedimento ha provocato l’allagamento di tutta Marina Est, con danni ingenti alle abitazioni e alle attività produttive. Sulla vicenda è in corso un’inchiesta della Procura, per fare luce sulle modalità di realizzazione dell’argine che, secondo il perito incaricato dal Tribunale, sarebbe stato eseguito in modo difforme dal progetto. Nel frattempo è stata eseguito un intervento di messa in sicurezza dell’argine e la ferita aperta dall’alluvione è stata rimarginata. Quella che si «E’ come aspettare Godot» ironizza Fontanili, citando la celebre opera teatrale di Samuel Beckett.
«Nei giorni scorsi sono arrivate una quindicina di persone, tra funzionari della Regione Toscana e addetti della ditta appaltatrice. Ci hanno detto che presto sarebbero stati portati qui i macchinari, ma ancora non si vede niente» racconta l’imprenditore, che quasi rassegnato all’ennesimo rinvio osserva: «Bisogna vedere poi cosa faranno ad agosto, se decideranno di lavorare facendo decollare davvero il cantiere o se invece andranno in ferie, rimandando di un altro mese la partenza delle opere». Il timore dell’imprenditore e di tutti coloro che vivono e lavorano nella zona, è che all’orizzonte si profili un altro autunno – il secondo consecutivo - di tensione e notti insonni, soprattutto nelle giornate più piovose. Anche perché per realizzare il nuovo argine, un muro in cemento armato lungo 280 metri e alto 7 da 2,7 milioni di euro progettato dal professor Giovanni Cardinale su incarico della Regione Toscana, ci vorranno più di 500 giorni di lavoro, vale a dire – se tutto andrà liscio – un paio di anni di attesa.
Cinzia Chiappini
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