Proteste
Truffa: condannato il geometra Brizzi
Un anno e sei mesi all’ex esponente del Pds di Carrara. La soddisfazione dell’associazione delle forze dell’ordine
MASSA. È stato condannato a un anno e sei mesi Riccardo Brizzi, geometra, imprenditore ed ex personaggio di spicco del Pds carrarese nel processo delle “case alle forze dell’ ordine”. Il giudice Fabrizio Garofalo è andato oltre alle richieste dell’accusa - il pm Alessandra Conforti aveva chiesto una pena di nove mesi e cinque giorni - riconoscendo valide cinque contestazioni dei vari capi di imputazione che avevano portato alla sbarra Brizzi. I diciotto mesi sono il risultato di tre truffe e due appropriazioni indebite. Il geometra però è stato assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione, perché il fatto non sussiste. Riconosciuta una provvisionale di diecimila euro all’associazione case della polizia, che si è costituita parte civile. Ma sarà in sede civile che si deciderà l’ammontare del risarcimento vero e proprio.
La vicenda risale al 2009 ed è quella della costruzione degli alloggi per le forze dell’ordine a Renella di Montignoso. Secondo l’accusa, Brizzi, che con la sua società Step si era aggiudicato la progettazione e l’esecuzione delle opere, non poteva assumere gli incarichi di direttore dei lavori e responsabile della sicurezza perché sospeso dall’albo dei geometri per il periodo compreso tra l’8 luglio del 2008 e il 10 settembre del 2010. Da qui nasceva l’ipotesi di esercizio abusivo delle professione che però in fase dibattimentale è stata smontata dal legale di Brizzi, l’avvocato Marco Guidi. Dove accusa e parte civile, rappresentata dall’avvocato Riccardo Balatri, sono riuscite a convincere il giudice delle responsabilità dell’ex esponente del Pds però è stato su alcune condotte che hanno portato alla richiesta ai soci committenti di contributi non dovuti per alcune pratiche burocratiche e catastali. Brizzi è responsabile di appropriazione indebita per 3.480 euro, quali somme destinate a una fidejussione sulle opere pubbliche; truffa, con ingiusto profitto di 5.800 euro, mediante riscossione, con l'inganno, di due volte delle stesse spese; truffa, con giusto profitto di 1.650 euro mediante riscossione di spese giustificate da un falso deposito strutturale al genio civile; appropriazione indebita per 4.500 euro, quali somme destinate al pagamento del ritiro delle concessioni; truffa, con ingiusto profitto di 1.870 euro più 3.271 euro, mediante riscossione di spese per una variante consegnata ai proprietari, completa di falsi timbri degli enti e false firme dei preposti (falso deposito di variante, falso deposito al genio civile e falsa documentazione dello strutturista).
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