Attenzione
Dal fallimento alla new company
Il disimpegno di Buffon, le promesse di Tartaglia, l’incubo della cancellazione
CARRARA. La Carrarese ha definitivamente voltato pagina dopo l’onta del fallimento. Anche il sindaco Angelo Zubbani ieri ha ricordato i momenti cruciali di questo mese di fuoco: «Non era scontato che oggi ci ritrovassimo ai nastri di partenza della Lega Pro. È stata una corsa contro il tempo. Voglio solo ricordare che il 15 giugno si era costituita la Carrarese Calcio 1908. A un mese di distanza siamo qui, non solo per dire che nel frattempo è avvenuta l’iscrizione, ma ovviamente anche per presentare la nuova compagine societaria composta da un gruppo di imprenditori carrarini insieme al dottor Salvo Zangari che non è carrarino, ma è amico della città e della Carrarese. Quando tutto sembrava perduto, la vicinanza dei tifosi e della gente comune non ha mai fatto mancare la solidarietà e la forza per poter continuare. Il 15 giugno è stata costituita la nuova Carrarese Calcio 1908 da me, come amministratore unico, assieme a Dante Benedini, Lucio Boggi ed Emanuele Giorgi. Siamo stati noi - continua il sindaco - a dar vita a questo guscio che si è irrobustito strada facendo e che questa mattina è in condizioni di navigare con solidità. Quella è stata un’azione, sotto certi aspetti, un po’ temeraria. Nonostante tutto, avevo sempre creduto che qualcuno avrebbe risposto agli appelli che avevamo fatto. Così è stato e questa mattina siamo qui con questo spirito. Il nostro unico merito è stato quello di aver creduto nella città, nelle sue componenti sociali economiche e produttive. Siamo stati la capitale del marmo, ma anche dell’ostinazione - commenta il sindaco - perché senza ostinazione adesso saremmo stati a scrivere un’altra storia».
Termina così un incubo iniziato più di un anno fa, quando Gigi Buffon aveva deciso di non essere più il patron della Carrarese e lasciare la maggioranza delle quote societarie. Dopo l’ipotesi Fabrizio Lucchesi, a sorpresa a spuntarla era stato l’ingegnere Raffaele Tartaglia a capo di un gruppo immobiliare capitolino. Tartaglia si era presentato con Sandro Federico direttore sportivo e in poco tempo era riuscito ad allestire una rosa competitiva sotto la guida di Gian Marco Remondina. Già a novembre 2015 però i problemi erano venuti a galla. Tartaglia organizzava così una conferenza stampa in cui annunciava problemi con il socio di minoranza e l’intenzione di cedere le quote ad un prezzo simbolico. Eravamo a novembre. Da quel momento le quote della Carrarese erano formalmente in vendita. Il 9 dicembre 2015 veniva nominato liquidatore Emanuele Giorgi. Si arrivava così al fallimento vero e proprio dello scorso 11 marzo. Da quel momento le sorti della Carrarese erano passate nelle mani del curatore Tognelli. La svolta è arrivata alla settima asta del 20 giugno con l’acquisizione dell’azienda da parte del sindaco Angelo Zubbani grazie alla sponsorizzazione degli imprenditori. (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
