Il dolore
Il Bancarella fa il pieno: è la rivincita del libro
Tantissima gente in piazza per le due edizioni del premio, con il Trap e Moser Soddisfattissimo il presidente della Fondazione Tarantola: oltre ogni aspettativa
PONTREMOLI. «È stata una due giorni straordinaria, con un successo oltre ogni più rosea aspettativa». Non nasconde la soddisfazione del giorno dopo, quando ormai tensioni e paure sono ormai alle spalle, il presidente della fondazione Città del Libro Gianni Tarantola, per come si è appena concluso il week end dedicato al mondo del libro e del libraio con il doppio appuntamento del Bancarella: sabato il 53° Bancarella Sport mentre domenica sera si è tenuto la 64a edizione del "capostipite" della manifestazione.
Una due giorni ricca di ospiti famosi, di dibattiti che hanno coinvolto ed interessato numerosi partecipanti. A partire dalla serata di sabato dedicata al Bancarella Sport che Tarantola definisce la vera sorpresa di questa edizione: «C’è stato un interesse verso questa manifestazione davvero eccezionale e che erano anni che non si riscontrava. Merito senza dubbio della presenza di personaggi che hanno fatto lo storia dello sport. Personaggi del carisma di Giovanni Trapattoni e Francesco Moser, che è stato un onore avere sul palco del Bancarella, e la loro presenza dimostra anche la nuova freschezza e vivacità che la letteratura sportiva sta riscontrando in questi anni».
Una seconda dimostrazione della vitalità che la letteratura sportiva sta vivendo nell'ambito culturale e giornalistico seconda Tarantola è stata data anche dall'attenzione e partecipazione che c'è stata sabato pomeriggio alla premiazione del giornalista sportivo Federico Buffa con il premio "Bruno Raschi". «Buffa é un giornalista che ha la capacità di ammaliare con i suoi racconti - evidenzia Tarantola -un narratore di storie che si diramano per mille rivoli e che ha creato un modo di fare giornalismo sportivo nuovo che non si era mai visto. Per questo per tanti giovani è un vero e proprio mito. Per come riesce ad emozionare a farti partecipe delle passioni che regala lo sport».
Ma lo sguardo più attento del presidente della fondazione non può che andare al capostipite della manifestazione che vanta 64 anni di storia ed un palmares di vincitori (tre premi Nobel e alcuni maestri della letteratura e del giornalismo, italiano ed internazionale) da non aver timori di confronti con qualsivoglia premio letterario. «Credo che il Bancarella abbia confermato il suo ruolo centrale nel panorama letterario nazionale e senza dubbio un appuntamento imprescindibile nell'estate pontremolese. La presenza di Dario Vergassola, con la sua verve e la sua simpatia, ha contribuito a dare all'intera manifestazione un tocco di frizzantezza e di allegria in più. Bravissima anche Monica Leoncini che si è trovata quasi "sbalzata" all'ultimo minuto sul palco e non si è fatta intimorire da un palco che poteva piegare le ginocchia per l'emozione».
Tarantola è anche soddisfatto per la sestina finalista: «Erano davvero tutti e sei libri meritevoli di vincere. Credo che il fatto che ci sia stato un equilibrio fino alla fine con sorpassi e controsorpassi nel computo dei voti, dimostri la difficoltà dei librai nello scegliere il vincitore. Comunque alla fine la scelta è andato su di un libro, quello della Oggero, davvero di ottima qualità e che merita di entrare nell'albo d'oro del Premio Bancarella».
Riccardo Sordi
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