Proteste
Gaia e le vacanze "di lusso" per i dipendenti. E' polemica
Il Cral di Gaia replica a Benedetti: "Sì, andiamo in ferie in Costa Smeralda e risparmiamo. Pesiamo lo 0,2 per mille sull’azienda. E facciamo attività sociale"
MASSA. “I dipendenti di Gaia in vacanza a Porto Rotondo con i soldi dei contribuenti”, tuona il consigliere Stefano Benedetti. E la cosa fa un certo effetto. Come, un’azienda in crisi, nel mirino dell’opinione pubblica, garantisce ai suoi lavoratori un appartamento in Sardegna, in Costa Smeralda? La cosa, però, va vista meglio. E il Cral, il “dopo lavoro” dei dipendenti di Gaia, quello che porta i dipendenti in vacanza, ci aiuta a farlo. Il Cral, intanto, premette di stare valutando con un legale gli estremi per una querela. Poi, con il presidente Maurizio Coluccini, passa a spiegare.
«Primo: il Cral non è una regalia. Discende da accordi sindacali, nazionali ed aziendali, e si finanzia con contributi dell’azienda, che versa 110 euro l’anno per dipendente; e contributi dei dipendenti: 60 euro l’anno. Secondo, un circolo ricreativo aziendale dei lavoratori non è una Onlus e la sua finalità è ricreativa e culturale a vantaggio dei soci. Anche se poi il nostro Cral in realtà fa anche attività sociale, ha dato 2mila euro per una ricerca all'Università di Pisa; 1.000 euro per la Straccata Carrarina».
Quanto ai costi che Gaia sostiene per il Cral, Coluccini ribatte che non incidono assolutamente sulle tariffe applicate ai cittadini, non è un rimborso a piè di lista. «Se per ipotesi – spiega ancora – Gaia decidesse di andare in barba agli accordi sindacali firmati e non contribuire più al Cral, l'unica conseguenza "contabile" sarebbe un aumento equivalente dell'utile di esercizio per Gaia. Di circa 20 mila euro, al netto delle tasse (lo 0,2 per mille del fatturato). Una cifra che, proporzionalmente alle quote che il Comune di Massa ha in Gaia, corrisponde più o meno ai 5 mila euro di gettoni di presenza che incassa annualmente il consigliere Benedetti (fonte sito Comune di Massa, non abbiamo bisogno di "talpe"). Ma il consigliere è uno, i dipendenti di Gaia sono 470».
Ma è sul merito delle vacanzde in Sardegna che la replica del Cral è più pungente: «Non sappiamo che lavoro faccia Benedetti ma a noi piace pensare che le vacanze siano un diritto per tutti, anche per un lavoratore dipendente, uno di quelli che paga le tasse su ogni centesimo che guadagna. E uno degli obiettivi che ci diamo, è anche quello di consentire ad un operaio che guadagna poco più di mille euro di portare la famiglia in vacanza. Ma la cosa bella, è che questo risultato lo otteniamo non grazie a chissà quali artifizi, o all'aiuto dell'azienda (tutte le riunioni del Cral sono fuori orario di lavoro, ovviamente). Lo strumento diabolico che abbiamo usato è a disposizione di tutti, anche del consigliere Benedetti. Basta un sufficiente numero di amici e si chiama "Gruppo di Acquisto Collettivo". In sostanza affittare una casa per l'intera stagione costa molto meno che affittarla per le singole settimane. Nel nostro caso il 60% in meno. E noi questo abbiamo fatto: abbiamo fatto un sondaggio fra i lavoratori, che hanno scelto la Sardegna, abbiamo trovato un appartamento bilocale nel villaggio turistico Cugnana Verde, che è vicino a Porto Rotondo, e lo abbiamo affittato. I dipendenti che a turno andranno a fare le vacanze là, pagheranno comunque una quota di 120-140 euro, un quarto di quanto avrebbero speso affittandola per una settimana».
Infine, dal Cral, un stilettata alle “talpe” di Benedetti: «Invitiamo quei colleghi così solleciti ad aggiornare il consigliere sulle nostre attività, a riportare le perplessità che hanno anche ai membri del direttivo Cral. Potremmo lavorare meglio; ci piacerebbe sentire ciò che pensa un collega direttamente dalle sue labbra, prima di leggerlo sul giornale. Siamo trasparenti, ci mettiamo la faccia su quel che facciamo. Noi». c.f.
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