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«Non dire gatto...», vincono il Trap e Longhi

PONTREMOLI. Chissà se mentre il notaio scrutinava, nell'assorto silenzio di piazza della Repubblica, i voti dei librai che stavano per designare il vincitore del Bancarella Sport, Giovanni Trapattoni,...

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PONTREMOLI. Chissà se mentre il notaio scrutinava, nell'assorto silenzio di piazza della Repubblica, i voti dei librai che stavano per designare il vincitore del Bancarella Sport, Giovanni Trapattoni, seduto al centro del palco che ospitava assieme ai lui gli altri autori finalisti, stava ripetendo a sè stesso quella frase che lo ha reso celebre: "Non dire gatto" e che è anche il titolo della sua biografia realizzata assieme al noto giornalista sportivo di Mediaset Bruno Longhi. Perchè sin dalle prima fasi dello spoglio delle schede era apparso evidente che il suo libro stava prendendo il largo nel computo delle preferenze e si stava involando nella conquista della statuetta del San Giovanni di Dio simbolo della vittoria del Premio giunto alla sua 53a edizione.

E forse con quella frase piena di "pragmatismo contadino" il "mister" per antonomasia del calcio italiano ricordava a sè stesso che fino a che non si ha la certezza del successo non bisogna cantare vittoria. Ma, come spesso gli è accaduto nella sua carriera, ancora una volta al "Trap" alla fine il successo gli ha sorriso ottenendo 23 preferenze dei 76 voti inviai dai librai del Bancarella. Dimostrazione che il suo primo commento "ma a chi vuoi che interessi?" che aveva fatto all'amico giornalista Longhi, come ha ricordato con un sorriso, alla proposta di realizzare il volume era totalmente sbagliato.

Ed invece questa storia che attraverso le vicende umane di Trapattoni permette di rivisitare oltre 60 anni di storia del calcio (dalla sua carriera di calciatore quando fermò per una sera niente meno che Pelè "ma era mezzo rotto", ha ricordato con ironia, passando per i numerosi trionfi, ma anche qualche delusione, ottenuti da allenatore) e non solo, ha dimostrato di appassionare tifosi ed appassionati. Il libro di Trapattoni - Longhi edito da Rizzoli ha avuto la meglio su un altro mito dello sport italiano, ovvero su Francesco Moser che assieme allo scrittore e giornalista Davide Mosca ha raccontato la sua biografia con "Ho Osato Vincere" (Mondadori) che ha ottenuto 12 preferenze. A seguire, sul gradino più basso del podio, con 11 preferenze Gaia Piccardi e Andrea Pasqualetto "Per Amore- Storia di Karolina Kostner (e Alex)" (Piemme). Poi Gianna Garbelli, 10 voti, che ha raccontato le vicende del padre pugile nel libro "Il Fighter d'Italia Giancarlo Garbelli" (Rai Eri), a seguire, 9 voti, Francesco Acerbi con Antonio Pucci "Tutto Bene" (Sperling&Kupfer) libro che racconta le vicende del calciatore Acerbi, attualmente al Sassuolo, che per due volte ha sconfitto un tumore ed infine, con 7 preferenze, Daniela Giuffré e Antonio Scuglia, giornalista e firma sportiva de Il Tirreno, "Game Over" (Minerva) con un romanzo-racconto sulle inchieste del calcio scommesse. Nel pomeriggio era stato consegnato a Federico Buffa, giornalista sportivo noto per le sue telecronache del basket Nba, il premio "Bruno Raschi". (r.s.)

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