Il Tirreno

Il sindaco: «Troppi controlli a Sassalbo»

di Cristiano Borghini

Il primo cittadino appoggia la lettera aperta dei cittadini sul rischio chiusura delle piccole attività

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CASOLA. Una lunga ed accorata lettera è giunta al Sindaco Riccardo Ballerini da parte dei cittadini di Sassalbo che hanno voluto manifestare il loro disagio per i ripetuti controlli a raffica alle attività commerciali nella frazione montana, che rappresentano il cuore pulsante della collettività in cui ci si ritrova quotidianamente e che rinnova uno spirito d'appartenenza ben insito dentro ognuno di loro.

«Nelle ultime settimane - scrivono i sassalbini nella lettera aperta -una delle poche imprese di Sassalbo ha subito sistematici, ripetuti e, agli occhi di tutti noi, gravemente vessatori controlli: Guardia di Finanza, ispezioni ASL, ispettorato del lavoro. Fanno il loro lavoro. Nessuno sindaca su questo. Fanno il loro lavoro a Sassalbo come a Carrara. A Sassalbo come a Massa. A Sassalbo come a Fivizzano capoluogo. Ma la situazione di Carrara, di Massa e dello stesso Fivizzano è anche solo lontanamente paragonabile a quella di Sassalbo? Veramente pensate che chiudere un locale a Sassalbo abbia lo stesso impatto che avrebbe chiuderlo da qualsiasi altra parte? Una di queste attività molto probabilmente si vedrà costretta a mollare. Sicuramente qualcuno di questi imprenditori ha commesso degli errori, ma il prezzo che paga la comunità di Sassalbo è sproporzionatamente alto». Ballerini ha espresso piena solidarietà ai cittadini di Sassalbo dicendo di «capire, approvare e condividere questo senso di disagio che trasmettono con questa lettera aperta. Occorre che il governo centrale prumuova ed approvi leggi e normative che possano applicarsi alle piccole realtà di montagna. Io già da tempo mi batto presso gli organi competenti affinchè si guardi a tutelare queste comunità. Il rischio che deriva dalla eventuale chiusura delle piccole attività, che svolgono un ruolo di collante sociale, è lo spopolamento. Non si possono equiparare le grandi realtà con le piccole nell'applicazione di questi controlli, qualora chiudesse è come se lo Stato abbandonasse quel luogo. Cerchiamo di trovare soluzioni che possano dare sollievo a queste attività e non siano vessati da troppi controlli, che devo essere certamente eseguiti, ma spalmati in un arco temporale più esteso, non rischiando di essere incasellati in serie, dando davvero la sensazione all'imprenditoria di sentirsi bersaglio. Queste sono le decisioni che devono essere prese dalla politica».

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