Il dolore
Mariannina, udienza da rifare
L’impianto di registrazione era in tilt, consulente dovrà essere riascoltato. Protestano le “vittime”
MASSA. Frenata brusca nel processo contro la ex commercialista Mariannina De Angeli, accusata (assieme al marito Fabio Bertolucci e al fratello Mauro De Angeli) di essersi intascata e aver fatto scomparire i soldi che i clienti le affidavano per pagare le tasse. Nell’udienza di ieri mattina in tribunale a Massa, uno degli avvocati della difesa della professionista, ha chiesto la ripetizione dell’udienza precedente, quella del 17 giugno scorso in cui sul banco dei testimoni sedette come consulente della difesa, il commercialista Carlo Ricci. Motivo? Le registrazioni audio di quel giorno del dibattito in aula sono pessime e le parole del teste suonano deformate, a tratti incomprensibili. Arduo, quindi, se non impossibile, trascrivere fedelmente e in modo completo (“sbobinare” come si dice in gergo) le argomentazioni del consulente, così come le domande e le obiezioni degli avvocati e dei giudici. Il consulente, dunque, deve essere riascoltato e ri-esaminato in una nuova udienza Con una registrazione udibile e comprensibile.
Il giudice Fabrizio Garofalo ha accolto la richiesta, ha stoppato l’udienza appena aperta in cui sarebbe dovuta cominciare la discussione finale (quella che precede la sentenza) e ha disposto una nuova convocazione in aula del consulente-commercialista per la ripetizione dell’udienza.
Il rinvio, inaspettato, ha suscitato proteste tra le “vittime” delle presunte truffe della commercialista, come sempre presenti in aula. “Con questi rinvii si allontana l’accertamento della verità, vogliamo giustizia”, è il senso del loro disappunto espresso con mormorii ed esclamazioni mentre delusi uscivano dall’aula.
La decisione del giudice ha tuttavia trovato il conforto degli stessi avvocati di parte civile e del pubblico ministero. Perché, hanno convenuto tutti, la cattiva o parziale trascrizione delle affermazioni del dottor Ricci, potrebbero trasformarsi in un boomerang in un eventuale processo di Appello, o in Cassazione, dove il giudice o una delle parti potrebbero ben obiettare che “manca” una parte del dibattimento e perciò il processo è da rifare. La ripetizione della consulenza di parte è dunque necessaria, non si poteva fare altrimenti e non è un “allungamento” del processo, ma – al contrario – una “difesa” della correttezza del procedimento in atto. In altre parole, per evitare il rischio di “andare a sbattere” nelle successive fasi di giudizio, il giudice ha accolto la richiesta della difesa e tirato il freno sul processo.
E poi, il rallentamento non sarà lungo: la nuova testimonianza del dottor Ricci si terrà il 27 prossimo, ha calendarizzato il giudice Garofalo, facendo così rientrare le preoccupazioni dei clienti e dei loro parenti che sono costituiti parte civile. E il processo su questa vicenda è comunque in dirittura di arrivo: dopo l’udienza di fine luglio ne è già in programma un’altra, il 5. settembre, per la discussione finale. La sentenza, insomma, si avvicina. c.f.
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