Sicurezza
Claudia Bienaimè: ora ripartiamo dalla coesione
CARRARA. In vista delle amministrative 2017, Claudia Bienaimè candida la sua coalizione alla guida della città: «Questa amministrazione ha minato la convivenza civile, noi vogliamo partire dalla...
CARRARA. In vista delle amministrative 2017, Claudia Bienaimè candida la sua coalizione alla guida della città: «Questa amministrazione ha minato la convivenza civile, noi vogliamo partire dalla coesione».
Il cammino è lungo e tutto in salita ma la strada da seguire è già chiara, delineate da pietre miliari quali i valori fondanti della coalizione e il suo programma.
Claudia Bienaimè, consigliera comunale di Carrara Bene Comune, candidata sindaco nel 2012, rilancia la sua sfida all’amministrazione uscente: l’esponente dell’opposizione è al lavoro da mesi, insieme agli alleati de La Svolta, Fare comunità, I Verdi, con la collaborazione di Giuseppe Scattina (ex di Rifondazione Comunista, oggi consigliere comunale “indipendente) e di diversi esponenti di Assemblea Permanente.
«Le nostre porte sono ancora aperte, ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno a cuore il bene della nostra città, al di là del colore politico» spiega la Bienaimè, rivelando che la sua coalizione gode di un forte sostegno da parte dei giovani dai quali potrebbe arrivare presto qualche novità.
Anche per questo la parola d’ordine è coesione: «l’amministrazione Zubbani ha minato la convivenza civile in questa città - dice la consigliera - Ha messo tutti contro tutti, su qualsiasi tema, dai dehors, alla musica, fino ai cani in piazza D’Armi». Secondo la Bienaimè, il problema vero è che «manca una politica che valorizzi il territorio nel suo insieme. Questo può essere superato solo con regole certe uguali per tutti che però – attacca dall'opposizione – fino a oggi non ci sono state».
Un esempio su tutti è ovviamente quello delle cave, vero e proprio cavallo di battaglia della consigliera: «Si deve intervenire su un mondo che sta agendo al di fuori delle regole non solo ambientali e di tutela del paesaggio ma anche contro i principi fondamentali della libera impresa.
La politica ha messo in mano le cave a 10 famiglie ostacolando il libero mercato» afferma. E se per i bacini marmiferi la leader di Carrara Bene Comune pensa a un “riordino complessivo”, un discorso totalmente diverso va fatto per le cave del Sagro: «Quei due siti estrattivi vanno chiusi punto e basta – afferma la consigliera - Sono sopra i 1200 metri quindi violano la legge Galasso e producono solo materiale di scarso valore».
Nell'ottica della coesione e dello sviluppo del territorio, la Bienaimè pensa infatti a una valorizzazione del marmo, perché dice «Carrara non è un distretto minerario ma deve puntare sul suo know how e valorizzare il lavoro, partendo dalla Scuola del Marmo che per decollare ha bisogno di un convitto».
E poiché dai monti al mare qui il passo è davvero breve, la consigliera affronta il tema della portualità, criticando la gestione delle concessioni, finite anche nel mirino della Procura, e dicendo «basta al ricatto ampliamento del porto e passeggiata». Secondo la Bienaimè infatti, «la valorizzazione turistica di Marina deve andare avanti indipendentemente dell’ampliamento dello scalo che è legato anche e soprattutto alle questioni della sicurezza idrogeologica. La passeggiata si può fare subito e il comune deve chiederne la concessione e non delegare più Autorità portuale» spiega la consigliera. Altro tema forte del mandato della Bienaimè è quello del sociale: «Su questo avremo un’attenzione particolare perché diciamo da sempre che questo settore non può essere solo un’elargizione dei sussidi, come è oggi. L’obiettivo deve essere quello di aiutare a creare le condizioni affinché le persone in difficoltà ce la facciano da sole». La consigliera conferma le critiche alla dirigente Daniela Tommasini, rea a suo dire di essere «respingente mentre chi guida il sociale ha l’obbligo di essere accogliente e inclusivo». Da buon architetto poi la Bienaimè non risparmia una frecciata sulle politiche urbanistiche dell'attuale amministrazione comunale .
«Il piano operativo comunale è l’ennesima promessa non mantenuta: la commissione urbanistica nonostante i proclami non si riunisce da mesi e il poc come avevo detto già a inizio mandato, viene tenuto come carta elettorale. Invece ci sarebbero tante cose da fare subito per permettere agli investitori di sapere cosa possono o non possono fare. Ora invece si gioca tutto sull'aspettativa per andare a caccia di voti» conclude la consigliera che si sta già preparando a dare battaglia, come suo solito, davanti all'assise forte del sostegno di una coalizione ampia che - secondo indiscrezioni - starebbe già avendo riscontri positivi nei sondaggi.
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