Il Tirreno

Cava Fornace, scarichi nelle fogne massesi

di Manuela D'Angelo
Cava Fornace, scarichi nelle fogne massesi

Il gestore ha chiesto alla Regione di poter cambiare anche quantitativi e generi di rifiuti da conferire in discarica

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MONTIGNOSO. Sul tavolo del presidente della Regione Enrico Rossi, dal 22 giugno scorso, pesa una richiesta di Programma Ambiente, il gestore di Cava Fornace, per modificare il sistema di conferimento all'interno della discarica, un progetto che, se venisse approvato, comporterebbe grosse novità "ambientali", non soltanto per il comune di Montignoso, ma anche per quello di Massa.Eppure la politica al momento resta a guardare, senza levate di scudi, né prese di posizione. Se ne sta occupando, invece, la commissione di controllo Cava Fornace di Montignoso, nonostante la presidenza vacante e i primi attriti in consiglio comunale ( vedi sotto). Lunedì, alle 12, si terrà la prima riunione per discutere sul da farsi.

Programma ambiente chiede alla Regione, attraverso una variante sul vigente accordo, di poter modificare il metodo di conferimento in discarica e anche i codici del rifiuto da conferire, nonostante per molti di questi l'autorizzazione gli fosse già stata negata. Nello specifico il gestore chiede l'abolizione del limite di marmettola in discarica, oggi al 70%, per poter riempire Cava Fornace con rifiuti molto più remunerativi.

Eppure la discarica nasceva proprio per conferire marmettola, tanto che, al momento di stabilire la sua vocazione, ed anche per evitare le sommosse degli ambientalisti, fu stabilito che soltanto il 30% potesse essere destinato al conferimento di altri codici. La marmettola però, oggi si sa, non è più considerata neanche un rifiuto e quindi non è più remunerativa. Le richieste del gestore, poi, vanno verso lo smaltimento in discarica di terre e rocce (codice CER 170605) e di fanghi di dragaggio ( CER 170506), un pacchetto pericolosissimo secondo i consiglieri dell'opposizione Andrea Cella (Lega Nord), Settimo Del Freo e Angela Bertocchi (Montignoso Democratica) e Paolo Lenzetti (M5S). Un altro elemento della richiesta di variante dovrebbe però mettere in allerta il sindaco di Massa Alessandro Volpi: il gestore chiede la possibilità di conferire direttamente nella fognatura ( che è massese) solfati e cloruri non più in quota 100, come tutt'oggi faceva, grazie ad una precedente autorizzazione della Regione Toscana, ma in quota 10 mila: significa che nella fognatura a cui il comune di Montignoso è semplicemente allacciato, finirà una quantità considerevole in più di solfati e cloruri, che il gestore smaltirà in maniera più conveniente, attraverso la depurazione delle acque del comune di Massa.

La commissione di controllo si dichiara basita al silenzio che la politica locale ha dimostrato in questo frangente: «Forse sarebbe necessario- dicono i consiglieri- chiedere a Gaia se la cosa è fattibile, se ci siano problemi per i depuratori massesi ( le Querce ed ex Cersam) che non godono sempre di buona salute e sono oberati di lavoro e soprattutto se dal punto di vista ambientale il progetto sia sostenibile, con quali vantaggi e per chi».

Senza contare, infine, che Programma Ambiente ha chiesto alla Regione la possibilità che la variante non venga sottoposta a VIA e a VAS (verifiche sull'impatto ambientale), secondo la commissione ponendo un serio problema di controllo ambientale sull'intera vicenda. Se dovesse passare la richiesta di Programma Ambiente inizierebbe per Cava Fornace una vera e propria rivoluzione, che porterebbe la discarica a cambiare completamente volto e mission: un cono rovesciato, a pochi passi dal lago di Porta, area protetta, ad oggi riempito soltanto per il 33%, secondo gli ultimi dati con circa 260 mila tonnellate di rifiuto, ma capace di arrivare fino a quota 98 sul livello del mare. Bisogna solo capire in che modo.

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