Il Tirreno

Ditta Costa, ora in piazza scendono i 50 lavoratori

di Gianluca Uberti
Ditta Costa, ora in piazza scendono i 50 lavoratori

La Cisl: i dati degli enti preposti confermano che non c’è alcun inquinamento «A volere la chiusura non è tutta Albiano, ma 30 persone in un paese di 3.000»

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AULLA. Sono preoccupati i circa 50 lavoratori della ditta Costa, che tratta rifiuti ad Albiano Magra da 20 anni, i quali si sono ritrovati ieri mattina di fronte al palazzo comunale aullese per farsi sentire e chiedere garanzie per il loro futuro. Preoccupati per il loro posto di lavoro e per il fatto che è sempre più vicino il 29 agosto, giorno in cui scadranno le autorizzazioni provinciali con cui la ditta Costa può proseguire l’attività in proroga dal 2010.

«29 agosto che è sempre più vicino senza che abbiamo saputo più nulla, se non che la Provincia di Massa Carrara dovrà avvalersi dei tecnici della Regione Toscana per esprimersi. Ed è metà luglio e incombono le ferie estive» commenta sconsolata Linda Donati della Rsu aziendale della Cisl, la quale se la prende anche con le continue manifestazioni degli albianesi che chiedono la chiusura della ditta Costa: «Mettono in difficoltà anche noi che dobbiamo andare a lavorare, anche se non tutta Albiano è d’accordo con loro. Infatti, quando andiamo nei bar del paese, c’è gente che ci dimostra solidarietà. Il problema, però, è che non ci sentiamo abbastanza difesi dalle istituzioni e voglio ricordare che se non fossimo a norma, saremmo chiusi».

Preoccupati ma anche ammareggiati, come si evince dalle parole di un altro lavoratore, Massimo Terenzi, il quale lamenta un clima ostile: «Veniamo provocati e dileggiati di continuo. In particolare, negli ultimi mesi la pressione su di noi si è fatta insostenibile, ma non riescono a farci chiudere nonostante il fatto che l’azienda sia oggetto di controlli frequentissimi. Evidentemente l’azienda ha sempre investito in sicurezza e nella qualità del lavoro, che svolgiamo al meglio». A fare eco a Terenzi è Silvia Costa, figlia del patron Mauro, la quale lavora nell’azienda del padre: «Vogliamo semplicemente certezze per la prosecuzione dell’attività e rispetto per i lavoratori, visto che anche io sono una di loro».

Al presidio ci sono anche alcuni pensionati della ditta Costa, venuti a dare il loro sostegno ai colleghi ancora in attività. Quindi, poco dopo le 11, una delegazione di operai e sindacalisti Cisl viene ricevuta dal sindaco di Aulla, Silvia Magnani. L’incontro dura quasi due ore e al termine di questo a parlare è Luca Mannini, segretario del presidio Fit/Cisl Massa Carrara Toscana Nord, il quale spiega che al primo cittadino aullese è stato chiesto di attivarsi per realizzare, al più presto, un incontro fra Regione Toscana, Provincia di Massa Carrara, ATO rifiuti e sindacati dei lavoratori. Il tutto viene, poi, sviscerato in una nota firmata dallo stesso Mannini e da Linda Donati, nella quale si fa notare che «non tutti in Lunigiana condividono le proteste contro di loro» e che «sono le solite 30 persone in un paese di 3mila abitanti che chiedono la chiusura dell’azienda. Sono in molti, infatti, a pensare che la soluzione non sia quella di chiudere un’azienda assolutamente non inquinante, che dà lavoro a 50 persone. E il fatto che non inquini non siamo noi a dirlo, ma i risultati di tanti anni di analisi effettuate dagli enti preposti. Siamo convinti e lo pensano anche tanti cittadini, non solo di Albiano Magra, ma in tutta la Lunigiana, che ci sia bisogno di creare un tavolo istituzionale sopra le parti per trovare soluzioni percorribili e condivisibili da tutti e poter così tenere da una parte aperta l’azienda, salvando i posti di lavoro, e dall’altra rassicurare i cittadini che l’azienda non inquina. Questo, purtroppo, non è mai stato fatto in 20 anni. In tutto questo tempo, se ci fosse stata la volontà, altro che bonifiche alla ex Cimeco, si sarebbe bonificata tutta la Provincia di Massa Carrara e, probabilmente, anche qualche altro territorio limitrofo. Pertanto, nei prossimi giorni chiederemo un tavolo istituzionale regionale», aggiungono Mannini e Donati, i quali accennano anche all’incontro con il sindaco di Aulla: «Nell’occasione il sindacato ha ribadito, per l’ennesima volta, il diritto al lavoro dei dipendenti, l’importanza per la Lunigiana di salvaguardare una delle ormai poche realtà economiche rimaste, la mancata capacità politica delle istituzioni di trovare una soluzione condivisa in tutti questi anni e la cattiva informazione mediatica che stanno facendo certe persone».

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