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Stasera al Dogliani si parla di accoglienza

Stasera al Dogliani si parla di accoglienza

Alla rassegna Donna Anima e Corpo il documentario del regista Massimo Ferrari e il dottor Piero Coppo

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CARRARA. Questa sera al Biscottificio Piemonte dei Fratelli Dogliani terzo appuntamento della rassegna culturale Donna Anima e Corpo. Il terzo appuntamento sarà a interamente dedicato al tema dell'accoglienza. "Dove vanno le nuvole" è infatti il documentario girato da Massimo Ferrari che sarà presentato nell'arco della serata e che racconta di un viaggio fatto in Italia che parla di accoglienza. Al centro del racconto ci sono "quattro modelli di accoglienza inventati in Italia, per raccontare l'eccellenza italiana in tema di ospitalità" racconta il regista che sarà presente insieme a Gaia Capurso, sceneggiatrice e produttrice e insieme a Maurizio Trabuio, uno dei protagonisti del documentario. «Abbiamo fatto richiesta di iscrizione del film al Festival di Venezia e quindi per ora deve restare inedito: per questo potremo presentare solo degli estratti oltre al trailler, ma ci fa piacere dare per la prima volta e ufficialmente la notizia dell'esistenza di questo progetto, a Carrara per via del rapporto che mi lega a Margherita» dice Massimo Ferrari che su Margherita Dogliani e il suo modello di Fabbrica aveva già girato il documentario "Atlantis". «È un viaggio intrapreso in Italia che raccoglie quattro testimonianze importanti su come si possa fare accoglienza; nel documentario c'è Domenico Lucano, il sindaco di Riace, che ha ridato vita al paese calabrese ripopolandolo con i migranti, ai quali sono stati insegnati i vecchi mestieri artigiani e che hanno dunque potuto aprire le antiche botteghe del vetro, di cucito, di cioccolato; c'è Antonio Silvio Calò di Treviso, insegnante di filosofia, che insieme alla moglie e ai suoi figli, con l'accordo della Prefettura, ha accolto in casa 6 migranti e che ha ricevuto dal Presidente della Repubblica un'onorificenza per meriti civili; c'è la storia di un gruppo di migranti che ha partecipato, a Bologna, a un laboratorio teatrale nato da un progetto di Nicoletta Ferra e c'è l'impresa di Maurizio Trabuio che ha creato a Padova un'impresa sociale che è riuscita a coniugare accoglienza e impresa turistica. Quattro modelli diversi per trasformare un'emergenza in un'opportunità. E c'è poi la storia dell'incontro di questi protagonisti, fautori di questi nuovi modelli di comunità che si conoscono e che allacciano delle relazioni. Insieme a Ferrari, la Capurso e Trabuio, sarà presente il dottor Piero Coppo, il padre italiano dell'etnopsichiatria, che ha lavorato per molti anni in diverse regioni africane per cercare e studiare il modo di legare insieme i sistemi di cura locali con quelli della medicina occidentale nel campo dei disturbi psichici.

Francesca Vatteroni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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