Il Tirreno

ambiente

Sagro, via libera al progetto sarà una mini strada dei marmi

di Melania Carnevali
Il monte Sagro
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Il monte Sagro

Il presidente del Parco Apuane Alberto Putamorsi difende l’opera: diminuirà il disagio dei paesi e sarà pagata dagli industriali. Poi attacca gli ambientalisti: vogliono soltanto chiudere le cave

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CARRARA. Lo studio di fattibilità è pronto: quello che manca è l'okay dell'ente Parco Alpi Apuane e poi arriverà la progettazione esecutiva. Tradotto: la nuova strada per il monte Sagro e il monte Borla potrebbe vedere la luce entro un paio di mesi.

Il progetto preliminare (elaborato dal Comune di Carrara) arriverà in questi giorni al Parco, il quale potrà fare osservazioni prima dell'approvazione. Il disegno però è già chiaro: si tratta di una nuova viabilità che collega Campocecina alla zona industriale, in parte ricalcando la vecchia strada del Morlungo (per circa 1 chilometro) e in parte realizzando una nuova strada di circa 700 metri. Un progetto che di fatto resuscita dal passato: la strada infatti era già inserita da tempo, come ipotetica viabilità alternativa, nel piano del Parco delle Alpi Apuane. Questo significa che non faticherà a essere approvata e realizzata. Il progetto esecutivo, lo ricordiamo, verrà realizzato dal Comune di Fivizzano, quello che in altre parole incassa la tassa marmi dalle cave situate in quella zona. A realizzarla, invece, saranno gli stessi proprietari di cava, che la trasformeranno quindi in una strada privata.

«È una mini Strada dei marmi, con l'unica differenza che non verrà realizzata coi soldi pubblici, ma con quelli degli industriali», spiega Alberto Putamorsi, presidente dell'ente Parco, rispondendo alle polemiche sulla nuova viabilità.

Il mondo ambientalista nei giorni scorsi è salito in vetta per dire “no alla nuova strada”. Putamorsi replica secco: «Questa strada è prevista dal piano del Parco da circa 6 anni, da quando non ero ancora presidente. All’epoca non lo valutarono uno scempio ambientale, perché adesso sì? Trovo che sia una protesta strumentale, perché vogliono chiudere le cave. Piuttosto dicano che vogliono quello, la chiusura delle cave. Ma non posso capire la protesta contro la realizzazione di una strada che serve per diminuire il disagio dei paesi e che viene realizzata tutta interamente a spese degli industriali».

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Tutto è partito da un problema per lo smaltimento dei detriti delle cave sul Sagro e sul monte Borla. Di strade percorribili dai camion per portarli a valle non ce ne sono. Da una parte, lato comune di Fosdinovo, ci sono divieti di transito ai mezzi pesanti sulle due strade provinciali (tutto a causa di frane che la Provincia non ha soldi per ripristinare). Dall'altra, lato Carrara, un'ordinanza del sindaco vieta il trasporto del materiale detritico. La conseguenza è che in cava si sono accumulate montagne di detriti, nonostante Arpat lo vietasse. Tanto che a novembre dello scorso anno, l'ente Parco ha sospeso l'attività a una cava, la Castelbaita Fratteta della Walton srl, la quale, a gennaio, ha presentato ricorso al Tar contro la sospensiva, perdendolo. Per questo Provincia, Comuni di Carrara e Massa ed ente Parco hanno sottoscritto un accordo per la realizzazione della nuova viabilità. E insieme a questo hanno dato il via al passaggio di alcuni camion- in attesa della realizzazione della nuova strada - dal centro di Carrara. «Sia chiaro - dice Putamorsi - che l'iniziativa è partita dalla Provincia. Il Parco non ha il potere di chiudere cave e sta facendo quello di sua competenza nell'ambito dell'accordo».

 

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