Il Tirreno

Pinza nella pancia, ora l’accusa è omicidio. Chi sono gli indagati

Melania Carnevali
Stefano Miniati e la pinza dimenticata
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Stefano Miniati e la pinza dimenticata

Massa, indagate le nove persone già a processo per lesioni colpose. Fissata l’autopsia sul corpo del professionista Stefano Miniati

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MASSA. Verrà eseguita sabato 16 l’autopsia su Stefano Miniati, 57 anni, morto la notte del 21 giugno all’ospedale di Cisanello, per un’emorragia interna.

Aveva subito un’operazione all’intestino nel dicembre del 2014, a Carrara, ma il personale medico aveva dimenticato una pinza di 18 centimetri nell’addome (poi tolta). Caso per cui a settembre partirà un processo, al tribunale di Massa, per lesioni gravi colpose.

Adesso l’accusa è ben più grave: omicidio colposo. La procura di Pisa ha aperto un fascicolo in cui, per il momento, risultano indagate le stesse persone già imputate nel processo per lesioni: nove fra medici, ferristi e infermieri. Sono Mirco Lombardi, Massimo D'Elia, Maurizio Durno, Donatella Giannotti, Barbara Tonelli, Francesca Ambrogi, Glenda Agostini, Serena Fruzzetti e Giovanni Cassara. Ma non è escluso che i responsabili siano altri. A fare denuncia, dopo il decesso, furono i legali della famiglia (Leonardo Angiolini, prima avvocato dello stesso Miniati e adesso della madre, Carla Meli; Roberto Margara, legale della sorella, Isa Miniati; Claudio Lalli, legale di un’altra sorella, Orietta Mignati), i quali ritenevano che «la causa della morte siano omissione e responsabilità medica», come spiega Angiolini.

Un passo indietro. Siamo nel gennaio del 2015. A quaranta giorni dal primo intervento Miniati incomincia a accusare dolori all’addome. Va al pronto soccorso, ma il personale medico ritiene che non sia necessaria la radiografia. Torna a casa, ma il dolore diventa atroce. Ritorna al pronto soccorso e a quel punto gli viene fatta la radiografia. I risultati sembrava uno scherzo di cattivo gusto, ma è la realtà: ha una pinza nell’addome. Così lo operano d’urgenza, sempre a Carrara, per rimuovere la pinza. Poco dopo verrà rioperato - per concludere il suo intervento all’intestino - all’ospedale di Cisanello. E Miniati continuerà a “frequentare” l’ospedale apuano per ricevere le cure necessarie alla sua guarigione. Un incubo però mai finito. Sembrava infatti andare tutto bene fino a quasi un mese fa, quando l’uomo vede una macchia di sangue nella pancia e capisce di avere un’emorragia interna.

Corre all'ospedale Apuane dove gli dicono che deve essere operato d’urgenza. «Vista la brutta esperienza con la sanità apuana - racconta l’avvocato Angiolini - ha preferito andare a Pisa, ma lì non hanno ritenuto forse urgente operarlo». Tre giorni dopo ha una nuova emorragia e muore. I legali hanno subito presentato una denuncia contro ignoti alla procura di Pisa, allegando però anche la precedente denuncia per lesioni colpose. «Una denuncia, quella presentata a Pisa - chiarisce l’avvocato - per anche tutte le condotte successive all’intervento che possono essere concause del decesso».

La procura ha affidato l’esame autoptico alla dottoressa Martina Focardi e Paolo Fabbrucci dell’azienda ospedaliera di Careggi. E verrà eseguita domani mattina all’ospedale Santa Chiara di Pisa. E questo significa anche che finalmente potranno essere celebrati i funerali dell’uomo.

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