Il dolore
Tutti schierati per gli amici animali
In Tribunale magliette e striscioni di due “fazioni” che sostengono parti opposte
MASSA. Ieri il giudice Giovanni Tori ha presieduto due udienze con al centro due casi piuttosto simili, quello di Zeus e quello di Boris; più che gli imputati, infatti, i protagonisti, loro malgrado, sono i due poveri cani. La legge accerterà se chi doveva accudirli li ha invece trascurati e abbandonati, di uno di questi avvantaggiandone anche la morte. Due processi che hanno sconfinato l’aula giudiziaria. Non c’erano soltanto i sostenitori dell’imputata accusata di aver maltrattato Boris a far sentire la loro presenza, c’erano anche i sostenitori della lega Nazionale per la Difesa del Cane e delle guardie zoofile. Indossavano una maglietta anche loro: “Giustizia per Zeus” (nella foto sopra). Gli altri, i sostenitori di quella che fino a un anno fa era la padrona di Boris sulla t-shirt avevano stampato: “Boris deve tornare a casa”. Scritta riportata poi a caratteri cubitali in un maxi striscione affisso fuori dal Tribunale. Due fazioni di fatto (pacifiche ovviamente). E poco importa se i processi si sono tenuti in due momenti differenti della giornata giudiziaria (alle 9 quello di Boris, alle 15 quello di Zeus); gli “esponenti” dell’una e dell’altra fazione erano presenti nella stessa stanza per manifestare solidarietà a parti opposte nei due processi. «Siamo qui a ribadire che vogliamo giustizia per Zeus e per sottolineare l’importanza del lavoro svolto dalle guardie zoofile e dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane» hanno detto “gli ultrà” del processo Zeus. «Abbiamo organizzato questo sit-in perchè noi che siamo suoi vicini e amici vogliamo sostenere a gran voce che (l’imputata, ndr) amava Boris e mai gli avrebbe fatto volutamente del male». L’accusa per maltrattamenti brucia all’imputata che a margine del processo ammette: «Non può capire quanto sia mortificante essere accusata di questo reato». L’attenzione verso gli amici a quattro zampe, il lavoro che richiede la loro tutela è, a ben vedere, la vera battaglia che stanno combattendo entrambe le fazioni. Perchè amore è amore a prescindere dal tipo di animale, che sia sociale o no. E c’è chi non ci sta a vedere un’amica accusata di un crimine così infamante e c’è chi è in cerca di giustizia per una vittima. (g.r)
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