Il Tirreno

Sala d’attesa piccola e al pronto soccorso spuntano 4 gazebi

Sala d’attesa piccola e al pronto soccorso spuntano 4 gazebi

Allestiti dall’Asl per evitare che i parenti aspettino al sole. E sui disservizi: tempi di attesa buoni, nonostante il picco

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MASSA. Non la soluzione definitiva, comunque un tentativo di andare incontro alle richieste dei cittadini.

L’Asl ha, infatti, accesso i motori per realizzare un’area di sosta e di ristoro - così la definisce - esterna e contigua al pronto soccorso. Una risposta ad una sala d’attesa troppo piccola. Risposta a cui si aggiunge l’installazione dei monitor digitali che, attraverso l’attribuzione di un numero a ciascun paziente, consentono a chi rimane all’esterno di seguire l’iter di trattamento del malato. I monitor sono in fase di installazione, per la realizzazione dell’area esterna c’è da aspettare. E siccome di spazio per i parenti al pronto soccorso ce n’è poco e chi aspetta fuori, con le temperature di questi giorni, rischia l’insolazione, l’azienda corre ai ripari.

Ecco, quindi, che ieri mattina, all’esterno del pronto soccorso, compaiono quattro gazebo: due accanto alla porta di ingresso, due nell’aiuola di fronte. Ombra e sedie. A servizio anche dell’obitorio. Non un monumento all’estetica, ma una risposta a chi nei giorni scorsi ha atteso all’esterno, magari seduto a terra, sull’asfalto cocente. Risposta, quindi, anche se la direzione dell’ospedale e quella aziendale a sentir parlare di un pronto soccorso che non va proprio non ci stanno. E garantiscono che, a confermare la qualità del servizio, ci sono i dati: «L’azienda provvede ad un monitoraggio quotidiano dei dati di attività del pronto soccorso, includendo nella valutazione il numero di accessi, divisi per casi, gli esiti, i tempi di trattamento, i tassi di ospedalizzazione e un’analisi temporale del trend di accessi (dati quotidiani, media e picchi) divisi per codice colore».

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E da quei dati - la direzione tira le somme - «si osserva come, a fronte di un fisiologico picco di utenza di circa il 25% rispetto alla media annuale, i tempi di attesa, di trattamento e il tasso di ospedalizzazione dei pazienti sono rimasti molto positivi. Dal riscontro quotidiano si osserva come gli spazi destinati all’attesa risultano privi di affollamento e del tutto adeguati al flusso di utenti, sia all’interno che all’esterno del triage». Poi l’Asl spiega che la logistica c’è e funziona: «La risposta positiva del nuovo pronto soccorso al banco di prova estivo è dovuta sia al netto miglioramento logistico e infrastrutturale della nuova struttura che, dispone di una radiologia e di una traumatologia dedicate, sia delle azioni di riorganizzazione e di potenziamento dei percorsi assistenziali messa in campo, con il supporto dei professionisti sanitari, nella prima fase di avvio della struttura.

Tali azioni consistono, a titolo esemplificativo, nella riorganizzazione e modifica strutturale dei percorsi per la traumatologia, con spostamento e potenziamento della sala gessi, nel miglioramento della gestione informatizzata degli accessi e delle consulenze (i monitor ndr), nell’analisi dei flussi di utenti con metodologie statistiche e gestionali, in grado di ottimizzare i tempi di ogni fase ed individuare eventuali spazi di miglioramento».

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