Il Tirreno

Partorisce una bambina in autostrada

Partorisce una bambina in autostrada

Aulla: la piccola non ha avuto voglia di aspettare. La donna era partita da Licciana Nardi con le doglie, non ce l’ha fatta a raggiungere il Noa

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AULLA. La piccola non ce l’ha fatta ad aspettare. E così ha visto la luce sull’ambulanza, nella corsi di emergenza dell’autostrada fra Aulla e Santo Stefano Magra. Molti chilometri prima dell’ospedale, il Noa, che la partoriente, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto raggiungere.

È successo nella mattina di mercoledì 13. La donna protagonista di questo insolito parto, ha chiamato l’ambulanza, a Licciana Nardi dove vive, in preda alle doglie. All’altezza del cimitero di Monti l’auto del 118 è stata affiancata dall’automedica di Aulla: un medico e gli infermieri sono saliti a bordo e questo passaggio è stato quanto mai provvidenziale. La donna, infatti, a meno della metà del percorso ha partorito, nella corsia di emergenza dell’autostrada. Fra lo stupore dei volontari che con grande professionalità e sensibilità hanno seguito questo delicatissimo momento. Bimba e mamma stanno bene, hanno poi raggiunto il Noa e le loro condizioni sono apparse da subito molto buone. Per l’Asl si è trattato di un parto precipitoso, casi rari in cui le nascite avvengono in tempi ridottissimi rispetto a quelli medi di un normale travaglio.

Ma questa spiegazione viene rimandata al mittente da Juri Gorlandi, vicepresidente del consiglio comunale di Aulla e consigliere provinciale nelle fila di Forza Italia. «Adesso l’Asl non mi venga a dire che casi come quello di stamattina sono rari, mi dispiace questo non è il primo bambino che nasce in autostrada e per la Lunigiana non sarà nemmeno l’ultimo - spiega Gorlandi - Il fatto è che per questa azienda sanitaria i cittadini e le cittadine lunigianesi sono solo vacche da mungere e da spellare».

Va giù duro Juri Gorlandi: «Sono convinto quando parlo del disinteresse dell’Asl per il nostro territorio - continua - ci hanno tolto tutto. Il punto di primo soccorso è un angusto sgabuzzino, i reparti sono completamente disintegrati e adesso vogliono sopprimere anche pneumologia».

E sul parto in autostrada il vicepresidente del consiglio comunale di Aulla insiste: «Aver tolto il punto nascita di Pontremoli significa mettere in difficoltà le donne, togliere loro tutto il rispetto e l’intimità che merita un momento delicato come il parto».

Alessandra Vivoli

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