Il Tirreno

Nca, appello in Senato della Paglini (M5S)

di Cinzia Chiappini
Nca, appello in Senato della Paglini (M5S)

La provocazione: dopo tre interrogazioni rimaste inascoltate per farmi considerare devo minacciare di darmi fuoco?

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CARRARA. «La rabbia dei lavoratori è la mia rabbia. Dopo tre interrogazioni finite nel dimenticatoio, cosa devo fare per farmi considerare come parlamentare e rappresentante del popolo …minacciare di darmi fuoco?»: Sara Paglini, senatrice carrarese del Movimento 5 Stelle, spalanca le porte della camera alta del Parlamento italiano all’ira e alla preoccupazione dei dipendenti Nca e lo fa con un intervento forte, che prende le mosse proprio dall’appello lanciato nei giorni scorsi dai lavoratori. Lunedì un gruppo di addetti della fabbrica di viale Colombo aveva divulgato una missiva in cui oltre a denunciare il clima di intimidazione che aleggia a Nca chiedeva aiuto «ai politici onesti e ai cittadini per uscire dalla situazione critica in cui si trova il cantiere». L’appello è stato rilanciato davanti al Senato dalla Paglini, che ricordato le tre interrogazioni da lei stessa presentate sulla vertenza, una con procedura abbreviata-urgente, e rimaste inascoltate. «Cosa devo fare per farmi considerare …minacciare di darmi fuoco?» ha chiesto provocatoriamente l’esponente di M5S, sottolineando come questo silenzio sia ancora più assordante dopo che la Procura ha aperto un’indagine proprio sulle concessioni rilasciate a Nca e alla Porto Carrara. «C’era un patto di reinserimento lavorativo, in cambio di molte agevolazioni di favore riconosciute all'imprenditore Giovanni Costantino tra cui una concessione demaniale trentennale, con scadenza 31 dicembre 2042» ha ricordato la Paglini depositando il suo quarto atto ispettivo per fare chiarezza, parole della stessa parlamentare «sulle "schifezze" che si stanno perpetrando sulla pelle dei lavoratori del cantiere Nca». La portavoce del Movimento 5 Stelle però non si è limitata a questo e ha puntato il dito contro le stesse istituzioni che, nel dicembre del 2012, hanno tenuto a battesimo il passaggio di proprietà della fabbrica, dalle mani pubbliche di Invitalia, a quelle The Italian Sea Group, il gruppo di Giovanni Costantino: «In questa vicenda sono coinvolti molti protagonisti dai ministeri alle amministrazioni locali, regionali, ai sindacati. Non vorrei dover pensare – ha detto la Paglini - che qualcuno fosse considerato intoccabile». Riprendendo poi le parole degli stessi lavoratori del cantiere, la senatrice ha ribadito che «la dignità non ha prezzo e che non tutti sono in vendita». Nella sua interrogazione, la quarta appunto, la senatrice ha ribadito i quesiti di sempre, sollecitando una ispezione dei ministeri competenti per «verificare la grave situazione creatasi presso i Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara» e per conoscere «quali iniziative di competenza essi intendano intraprendere al fine di garantire e tutelare i diritti dei dipendenti nonché il rispetto degli accordi sottoscritti». Alla fine, rivolta al presidente del Senato, la Paglini ha concluso: «aspettiamo ancora i comodi dei vari Ministeri o dobbiamo pensare che solo la Procura possa fornirci i dati di cui abbiamo bisogno?».

Fiom-Cgil: non siamo minacicati . Sulla vertenza Nca e in risposta all’appello dei lavoratori interviene anche la segreteria della Fiom Cgil: «Pur riconoscendo a pieno le difficoltà dei lavoratori, come Segreteria provinciale Fiom rigettiamo con fermezza il dubbio che qualcuno riesca a minacciarci». «Uno dei problemi di questo territorio è sicuramente far rispettare gli impegni presi – precisa la segretaria Luisa Pietrini, che conferma il sostegno del suo sindacato ai lavoratori di Nca, chiedendo «chiarezza e risposte sul futuro del cantiere». «Diversamente – concludono dalla Fiom - dovremo prendere atto che le garanzie al lavoro sono più tutelate dalle lotte al fianco dei lavoratori che non dagli accordi istituzionali».

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