Il Tirreno

«Maltrattato e denutrito» così Zeus è morto

di Giulia Rafanelli
«Maltrattato e denutrito» così Zeus è morto

Si è aperto il processo al proprietario del cane In aula gli operatori presenti al sequestro

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MONTIGNOSO. «Zeus non riceveva acqua e neppure cibo. Viveva in uno spazio piccolo, angusto, legato con una catena non a norma». Le guardie zoofile, sedute nell’aula del Tribunale di Massa, di fronte al giudice Giovanni Tori hanno ricordato il giorno in cui, insieme alla polizia municipale di Montignoso e alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane presieduta da Roberto Guelfi, hanno trovato Zeus, un cane di razza Springer, completamente ricoperto di vermi e zecche. Fu immediatamente deciso di sottrarre l’animale al suo padrone che è accusato di maltrattamenti con l’aggravante della morte. Perchè Zeus è morto.

In aula i testimoni della parte civile hanno confermato che il cane, al momento del controllo, era denutrito e in pessime condizioni igienico-sanitarie. Era ormai sfinito, tanto che nonostante le cure ricevute alla casa di Febo, il rifugio a Montepepe dalla Lega Nazionale del Cane dove era stato portato, dopo qualche giorno Zeus era morto, era incorso in una grave anemia causata dall’infezione da zecche. La stessa versione è stata data da Alessandra Margara, rappresentate legale della lega Nazionale del Cane ascoltata anche lei dal giudice Tori in quanto presente il giorno del sopralluogo. «Una morte terribile - aveva detto al momento della morte il presidente Guelfi - soprattutto perché Zeus ha sofferto tantissimo; era stato mangiato vivo dalle zecche, non respirava quasi più quando lo hanno trovato. Nessuno di noi può capire come si faccia a trattare un animale così». Zeus non aveva effettuato visite veterinarie da anni. A chiamare la polizia municipale di Montignoso per denunciare le precarie condizioni dell’animale erano stati dei vicini di casa dell’imputato. Dopo il sopralluogo, il pubblico ministero Alessandra Conforti aveva disposto il sequestro dell’animale, l’affidamento alla Lega del cane, nominando il presidente Guelfi custode giudiziario e la stessa Conforti, aveva poi richiesto l’autopsia sulla carcassa di Zeus per capire le cause del decesso.

Ieri, in aula, l’imputato non c’era. Ci sarà, invece, il prossimo 21 settembre quando si riuniranno nuovamente le parti.

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