Il Tirreno

«La De Lauretis deve rispondere a 11mila cittadini»

«La De Lauretis deve rispondere a 11mila cittadini»

Il comitato per il monoblocco scrive all’Asl «Sul punto di primo soccorso non molliamo»

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La battaglia per il punto di primo soccorso a Carrara continua.

«Non si possono lasciare 11 mila cittadini senza una risposta e per questo continueremo con fermezza e convinzione nella nostra battaglia». Lo dicono dal comitato Primo soccorso e urgenza Carrara, noto alle cronache come comitato per il monoblocco.

Si tratta del gruppo di cittadini che ha lanciato una petizione a difesa dei servizi sanitari cittadini, raccogliendo in poche settimane quasi 11 mila firme. E la battaglia continua.

«Continuiamo a fare pressing sulle istituzioni per strappare un impegno sulle nostre 3 richieste, sottoscritte ormai da più di 10500 cittadini» spiega il presidente Paolo Biagini, ricordando che le priorità indicate dalla petizione sono l’apertura di un punto di primo soccorso 24 ore su 24 all’ex ospedale di Carrara, l’attivazione entro fine anno delle Case della salute, così come previsto nel Pal e la realizzazione al IV e al V piano del Monoblocco – oggi in disuso – di un ospedale di comunità.

Le tre richieste sono state consegnate nei giorni scorsi al sindaco di Carrara Angelo Zubbani che, riferisce Biagini «si è impegnato a segnalarle alle istituzioni regionali e ai vertici dell’Azienda Usl, ritenendole più che motivate».

Questa battaglia, spiega il presidente, sta poi mobilitando anche diverse forze politiche: «Noi siamo aperti al sostegno di tutti al di là del colore dei partiti e dalla loro provenienza, ma restiamo indipendenti».

La linea del comitato dunque resta quella di sempre e replicando alle obiezioni manifestate dai vertici dell’Usl Toscana Nord, Biagini precisa: «Siamo i primi a sapere che un pronto soccorso a Carrara oggi sarebbe pericoloso – si legge nella nota del comitato - Infatti chiediamo un centro di primo soccorso, come esiste già in molte zone della Toscana e del paese e consci del fatto che al Monoblocco è ancora in funzione l’unità di radiologia che può supportare questa attività».

Quanto alle “Case della Salute”, che secondo i vertici Asl sarebbero già operative, il comitato le definisce allo stato attuale «scatole vuote» non in grado di offrire l’assistenza necessaria ai pazienti che, non essendo in fase acuta, non possono rivolgersi al Noa.

E sempre per compensare i limiti dell’ospedale di viale Mattei, nato e realizzato come presidio per acuti, il comitato rilancia l’idea dell’Ospedale di Cominità, per accogliere i pazienti dimessi che pure hanno ancora bisogno di un’assistenza assidua.

«Le nostre richieste riguardano servizi indispensabili per la nostra città e noi continueremo con fermezza e convinzione nella nostra battaglia» conclude Paolo Biagini, certo che i vertici dell’azienda sanitaria non potranno ignorare le 11 mila firme raccolte.

Insomma il braccio di ferro per riportare il primo soccorso al monoblocco continua.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze