Sicurezza
Strade e spiagge off limits ai disabili «Troppi ostacoli»
Francesco e Roberta da anni vengono qui per le vacanze «Buche nell’asfalto e poche passerelle». Il Comune latita
MASSA. Francesco e Roberta vengono da Torino alla Partaccia a trascorrere le loro estati da almeno quattro anni. Da tre anni, invece, Francesco è costretto su una carrozzina elettrica, Roberta da tredici. Quello delle barriere architettoniche è un problema duro a morire. Nonostante con la tecnologia si riesca a mandare una sonda su Marte, c’è ancora chi è costretto a chiamare il giornale per mandare un messaggio a chi di dovere e che suona all’incirca così: «Guardate che non è colpa mia se ho una disabilità motoria, è già abbastanza dura magari evitate di rendermi impossibile anche solo prelevare al Bancomat». Perchè questo si trova a vivere Francesco, ospite del camping Calatella alla Partaccia. «Ho provato ad andare a prelevare ma non c’è la pedana per disabili, la strada per arrivare al centro del paese poi, per noi, è un percorso ad ostacoli: piena di buche e anche grosse. Per non parlare delle strade: la scorsa sera abbiamo provato ad arrivare fino a Carrara ma siamo costretti a stare in mezzo alla strada, per le carrozzine le strade sono strette»- racconta Francesco che più di una volta ha tentato di far presente all’amministrazione di Massa l’odissea che lui e Roberta vivono ogni giorno da “turisti”del comprensorio comunale. Perchè Francesco e Roberta sono turisti: «Paghiamo la tassa di soggiorno al Comune ma a volte abbiamo la sensazione che qui non li vogliano proprio i turisti». E Roberta e Francesco non ne fanno una questione di “inclusività”. Il discorso va oltre la loro condizione. Una condizione che però risente particolarmente delle situazioni di degrado e ”inadeguatezza” della zona. Quando incontriamo Francesco e Roberta stanno per accedere alla spiaggia libera alla Partaccia. Con la loro carrozzina arrivano all’ingresso della spiaggia ma più di 10 metri non riescono a fare. La pedana si interrompe. Grazie all’aiuto della loro badante che da Torino li segue ovunque, e grazie a loro stessi, si sono equipaggiati con una carrozzina apposita per la sabbia. “Le manovre”, in ogni caso, non sono certo semplici. «Francesco riesce a salire sulla carrozzina da spiaggia da solo, io no, ho bisogno che qualcuno mi sollevi e mi faccia sedere sopra» - spiega Roberta. Quello che la coppia lamenta è la mancanza di una passerella («basterebbe anche mobile» aggiunge Roberta) che arrivi almeno alla fine della spiaggia. «Sarebbe forse troppo chiedere al Comune di avviare collaborazioni con associazioni che si prestino ad aiutare i malati rendendo attrezzate le spiagge libere anche alle persone con disabilità?».
Viene spontaneo chiedere a questa coppia perchè continua a scegliere la Partaccia per le loro vacanze. «Ho il bungalow di proprietà, vengo qui da sempre»- risponde Francesco e Roberta aggiunge: «E’ dal 2005 che frequento la Fondazione Don Gnocchi e non ho mai capito come una città con un centro così specialistico, e che si suppone quindi, consapevole del problema della disabilità e di ciò che comporta poi sia così poco attenta ai problemi dei disabili. Eppure basterebbe poco, coprire qualche buca e mettere una passerella».
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