Proteste
Partaccia, ecco tutto quello che non va
MASSA. Tanti furti, degrado e slitta ancora una volta l’apertura della nuova farmacia di via delle Pinete. Anche per questa estate non c’è il distaccamento della polizia municipale e per chi è costretto su una carrozzina, l'estate è un calvario
MASSA. Degrado, ritardi nelle nuove aperture, disservizi vari. Da Partaccia arrivano tante lamentele, cittadini e rappresentati politici lanciano, ognuno il proprio S.O.S. Un sunto: furti, degrado un po' ovunque, l’apertura della nuova farmacia di via delle Pinete che slitta ancora e nessun segnale dal distaccamento della polizia municipale. Non solo. Per chi è costretto su una carrozzina, l'estate a Partaccia è un calvario
NIENTE FARMACIA e NIENTE DISTACCAMENTO. È il 3 maggio quando la giunta regionale firma la delibera: tutta la porzione di territorio comunale al di sotto di via Massa Avenza, fino alla linea di costa, torna agli usi legittimi. Si sbloccano così poco meno di mille pratiche edilizie rimaste nei cassetti dal 1998 e si sblocca, fra le tante, anche la pratica per la nuova sede della farmacia comunale e il distaccamento della polizia municipale lungo viale delle Pinete. Passano oltre due mesi dalla fatidica delibera, ma non si muove una foglia: c’è l’insegna della farmacia, c’è il cartello che indica il distaccamento, ma nulla di più. Nè uno scaffale con i farmaci, nè una scrivania per ospitare i vigili. Tutto rimandato - parola di Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici - al prossimo autunno. La farmacia rimarrà, per tutta l’estate, nella vecchia sede in via Baracchini, e i vigili non avranno una “base” per i loro servizi a Partaccia, una delle zone più frequentate del litorale. Se ne riparla a settembre.
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Un posticipo che Ivo Zaccagna, presidente del comitato della zona, proprio non digerisce perché se c’è un momento in cui distaccamento e farmacia servono quello è l’estate: «Ho chiesto lumi - spiega Zaccagna - e mi è stato assicurato che il cantiere non è mai stato abbandonato e che tutto è pronto, persino gli arredi. Non capisco, quindi, perché Partaccia debba affrontare l’estate senza la nuova farmacia e senza un distaccamento che si impone, ogni giorno di più, come una necessità in una zona in cui il numero dei furti è in crescita. Il distaccamento sarebbe un deterrente importante». I furti e non solo perché quel tratto di litorale lotta, a testa alta, contro degrado e incuria. Nonostante i problemi - basta una passeggiata all’Ugo Pisa per averne conferma - rimangano eccome. Farmacia e distaccamento sono quindi un segnale, la presenza dell’amministrazione. Del resto Partaccia quel segnale lo aspetta da tempo: lo stabile, destinato a farmacia e ufficio dei vigili, è stato acquisito al patrimonio comunale anni fa. Palazzo civico ha deciso di ospitarvi una delle sue farmacie e di organizzare una base “di appoggio” per la municipale. Peccato però che l’edificio avesse alcuni vizi insanabili e che, per portare a termine l’operazione, servisse una sanatoria. Certo quella sanatoria il Comune l’avrebbe rilasciata a se stesso, ma il Sito di interesse nazionale ha messo i bastoni tra le ruote e bloccato la pratica. Fino al 3 maggio e alla delibera della Regione. Partaccia ha fatto salti di gioia, certa che i motori si sarebbero accesi e a luglio la partita si sarebbe chiusa. Invece nulla. Berti assicura che tutto è pronto, persino gli arredi, «ma - spiega - un trasloco adesso avrebbe creato difficoltà costringendo l’attuale farmacia a due settimane di chiusura in un periodo in cui, per l’afflusso di turisti, le richieste aumentano». E, a quanto pare, distaccamento e farmacia sono legati a doppio filo, visto che anche l’ufficio dei vigili ancora non ha aperto i battenti. Lo farà in autunno quando, però, i servizi sul litorale sono - chiaro il motivo- meno frequenti.
DISSERVIZI DI TUTTI I GIORNI. I bagni ci sono, ma sono chiusi con tanto di lucchetto: così se sei al mercatino e devi andare alla toilette, non ti rimane che correre ad un bar. A denunciare il disservizio è Franco Ceccarelli, titolare di un’attività commerciale a Partaccia e “sentinella” della zona: «Le chiavi dei bagni - ricostruisce - erano state affidate ad un negoziante che ora ha chiuso così adesso nessuno si occupa delle toilette. Con un disservizio per i turisti e i clienti». Proteste per i bagni anche nel tratto di litorale di fronte all’alberghiero, a Ricortola: «Quando è stato realizzato il nuovo ponte - a fare il punto è Ivo Zaccagna, presidente del comitato della zona - il casottino con i vecchi bagni è stato abbattuto per esigenze di cantiere e l’impegno era quello di ricostruire la stessa volumetria per garantire il servizio ai bagnanti. Ma di bagni non se ne sono visti, non ne sono stati ricostruiti, nè sono stati allestiti bagni chimici, che, seppur non un’ottima soluzione, avrebbero provvisoriamente ovviato al disservizio».
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STRADE E SPIAGGE OFF LIMITS AI DISABILI. Francesco e Roberta vengono da Torino alla Partaccia a trascorrere le loro estati da almeno quattro anni. Da tre anni, invece, Francesco è costretto su una carrozzina elettrica, Roberta da tredici. Quello delle barriere architettoniche è un problema duro a morire. Nonostante con la tecnologia si riesca a mandare una sonda su Marte, c’è ancora chi è costretto a chiamare il giornale per mandare un messaggio a chi di dovere e che suona all’incirca così: «Guardate che non è colpa mia se ho una disabilità motoria, è già abbastanza dura magari evitate di rendermi impossibile anche solo prelevare al Bancomat». Perchè questo si trova a vivere Francesco, ospite del camping Calatella alla Partaccia. «Ho provato ad andare a prelevare ma non c’è la pedana per disabili, la strada per arrivare al centro del paese poi, per noi, è un percorso ad ostacoli: piena di buche e anche grosse. Per non parlare delle strade: la scorsa sera abbiamo provato ad arrivare fino a Carrara ma siamo costretti a stare in mezzo alla strada, per le carrozzine le strade sono strette»- racconta Francesco che più di una volta ha tentato di far presente all’amministrazione di Massa l’odissea che lui e Roberta vivono ogni giorno da “turisti”del comprensorio comunale. Perchè Francesco e Roberta sono turisti: «Paghiamo la tassa di soggiorno al Comune ma a volte abbiamo la sensazione che qui non li vogliano proprio i turisti». E Roberta e Francesco non ne fanno una questione di “inclusività”. Il discorso va oltre la loro condizione. Una condizione che però risente particolarmente delle situazioni di degrado e ”inadeguatezza” della zona. Quando incontriamo Francesco e Roberta stanno per accedere alla spiaggia libera alla Partaccia. Con la loro carrozzina arrivano all’ingresso della spiaggia ma più di 10 metri non riescono a fare. La pedana si interrompe. Grazie all’aiuto della loro badante che da Torino li segue ovunque, e grazie a loro stessi, si sono equipaggiati con una carrozzina apposita per la sabbia. “Le manovre”, in ogni caso, non sono certo semplici. «Francesco riesce a salire sulla carrozzina da spiaggia da solo, io no, ho bisogno che qualcuno mi sollevi e mi faccia sedere sopra» - spiega Roberta. Quello che la coppia lamenta è la mancanza di una passerella («basterebbe anche mobile» aggiunge Roberta) che arrivi almeno alla fine della spiaggia. «Sarebbe forse troppo chiedere al Comune di avviare collaborazioni con associazioni che si prestino ad aiutare i malati rendendo attrezzate le spiagge libere anche alle persone con disabilità?». Viene spontaneo chiedere a questa coppia perchè continua a scegliere la Partaccia per le loro vacanze. «Ho il bungalow di proprietà, vengo qui da sempre»- risponde Francesco e Roberta aggiunge: «E’ dal 2005 che frequento la Fondazione Don Gnocchi e non ho mai capito come una città con un centro così specialistico, e che si suppone quindi, consapevole del problema della disabilità e di ciò che comporta poi sia così poco attenta ai problemi dei disabili. Eppure basterebbe poco, coprire qualche buca e mettere una passerella».
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