Il Tirreno

Colonia Ugo Pisa, una discarica all’aperto

Colonia Ugo Pisa, una discarica all’aperto

La denuncia di Benedetti (Fi): «C’era un signore a pulire i cestini ma ora gli hanno tolto la borsa lavoro»

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MASSA. Vero che non brilla come dovrebbe, altrettanto vero che rimane un gioiello. Perché la ex colonia Ugo Pisa, di proprietà comunale, con il suo parco, è indubbiamente da preservare. Tanto che per il suo recupero il Comune si è messo in lizza sperando di ottenere finanziamenti regionali. In attesa di quel completo restyling, però, - e il consigliere Stefano Benedetti lo sottolinea - lo scenario che si presenta è questo: «Rifiuti, bottiglie, carte abbandonate per terra e cestini pieni zeppi e non svuotati, oltre ai bagni pubblici sporchi e privi di carta igienica».

La denuncia di Benedetti va oltre: il consigliere torna a parlare delle borse lavoro utilizzate anche per impiegare persone in difficoltà in lavori di manutenzione come quello di cui chiaramente necessita l’ex colonia. «Fino a qualche giorno fa - riprende Benedetti - c’era un signore anziano senza pensione che proprio tramite la borsa lavoro, prendeva qualche soldo per la sua sopravvivenza, e in cambio si occupava di svuotare i cestini e raccogliere i rifiuti abbandonati per terra. Ora la sua richiesta di borsa è stata respinta».

Andrà peggio anche alla zona. «Essendo il parco in piena zona turistica - aggiunge - e molto frequentato, in queste drammatiche condizioni non é certo un bel biglietto da visita per i visitatori. Per non parlare dei bagni pubblici che sono stati abbandonati allo sporco e privi di carta igienica».

Insomma la cartolina dall’ex colonia non è certo di quelle che si spediscono volentieri da un posto di villeggiatura nonostante il grande potenziale dell’edificio e del suo patrimonio che dovrebbe essere recuperato.

«Egregio sindaco - il consigliere di Forza Italia si rivolge direttamente al primo cittadino - credo che sia doveroso intervenire per effettuare una pulizia generale, ma soprattutto dovremmo rinnovare la "borsa lavoro" a questa persona, la quale si è offerta più volte oltre che per svuotare i cestini anche per svolgere le altre attività di pulizia di cui necessita l'area in oggetto in cambio di quei pochi soldi che gli servono per la sopravvivenza».

Sempre meglio di niente insomma, a prescindere dalle motivazioni che hanno indotto l’amministrazione a non rinnovare la borsa. Si tratta comunque di una soluzione che non può che essere temporanea pero un impegno minimo, l’anziano racimolava circa 200 euro al mese a fronte del servizio reso.

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