Il Tirreno

Tanti pazienti, pronto soccorso in affanno

di Chiara Sillicani
Tanti pazienti, pronto soccorso in affanno

MASSA. Di imprevisto non c’è nulla. Non il caldo, non i turisti. L’equazione non è cambiata, è la stessa di ogni anno: estate uguale impennata dei carichi di lavoro per il pronto soccorso. Il risultato: sala troppo piccola, attese all’esterno sotto il sole e niente front office per l’ accoglienza. Il personale è sotto organico

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Di imprevisto non c’è nulla. Non il caldo, non i turisti. L’equazione non è cambiata, è la stessa di ogni anno: estate uguale impennata dei carichi di lavoro per il pronto soccorso, con un aumento degli accessi che spesso supera il 30%. Vero che si tratta (nei due terzi dei casi) di codici “minori”, di pazienti - per semplificare - che non hanno problemi gravi: dal mignolo slogato alla medusa che ha irritato la gamba. Altrettanto vero, però, che chi sta male una risposta deve averla e la chiede in tempi brevi.

Risultato: il pronto soccorso - prevedibile o meno l’impennata degli accessi - qualche problema ce l’ha. E negli ultimi giorni, complice il caldo, i nodi sono venuti al pettine. Primo fra tutti quello della logistica: perché chi accompagna un parente, magari anziano, al pronto soccorso si ritrova in una sala d’aspetto, sì condizionata, ma tanto piccola che spesso, per evitare l’effetto sardina, preferisce attendere all’esterno. E lì, arrivano le note dolenti: 30 gradi, asfalto ed effetto sauna garantito. Ma poco apprezzato.

Del resto, nella lista dei “nei” del nuovo ospedale in viale Mattei, la sala d’attesa è finita subito. Piccola, ma non solo: le manca anche un front office. Tu entri e il personale sanitario incaricato del triage non lo vedi. Certo ci sono i volontari ospedalieri, solerti e pronti a trottare decine di volte tra sala d’attesa e interno del pronto soccorso, ma il promesso bancone di accoglienza ancora non è stato allestito.

E i problemi non si risolvono nella logistica perché nel mirino - e qui il quadro si arricchisce di ulteriori particolari - c’è anche l’organico. Tradotto: pochi medici, pochi infermieri e pochi operatori sanitari. Quelli che ci sono fanno i salti mortali, costretti a reggere un carico di lavoro aumentato del 30% rispetto ai mesi invernali e chiamati a far fronte alle ferie. I sindacati l’allarme lo hanno lanciato più volte. Valerio Musetti (Cgil- Sanità) non si arrende e lo lancia ancora, si affida ad un numero per sintetizzare il concetto: «Pronto soccorso ed emergenza hanno un organico di 48 infermieri, in questo periodo quell’organico è sceso a 45, a fronte però di un incremento di accessi pari al 30%».

Il dottor Alberto Conti è l’uomo che il pronto soccorso lo dirige e a nascondersi dietro un dito non ci sta. Ribadisce che a tutti i pazienti vengono date risposte e garantisce che l’impegno degli operatori sanitari, dal primo all’ultimo, è massimo, ma che il personale sia poco, o comunque meno di quello che servirebbe, lo lascia ben intendere: «È grazie all’encomiabile abnegazione di tutto il personale infermieristico e medico sotto organico - spiega infatti - che riusciamo ad affrontare un incremento di accessi pari al 30% ».

Perché rispetto alle aziende sanitarie vicine che di medici al pronto soccorso ne hanno dai 21 ai 25 - Conti traduce il concetto - a casa nostra i camici sono 16. Ed è con quei sedici che viene garantito anche il turno nella fascia oraria dalle 18 alle 24. Concetto chiaro: il personale è “misurato”. E - di conseguenza - affaticato.

«Non dimentichiamo - aggiunge il primario - che medici, oss e infermieri hanno diritto alle ferie». Con il risultato che chi rimane al lavoro ha sulle spalle un bel carico. Insomma, ad un aumento degli accessi non è corrisposto un proporzionale incremento di organico:«Questa mattina - il primario si affida ai numeri mancavano due oss su quattro, che significa una riduzione del 50%».

Logistica, ma non solo: spazi, anche all’esterno, magari in ombra per “allargare” la sala d’attesa. E, soprattutto, più personale per far fronte ad un numero di richieste che negli ultimi giorni, complici il caldo e il turismo, ha raggiunto quota 200-215. Prossimo step: più infermieri e medici per affrontare più agevolmente - nella tutela dei lavoratori e degli utenti - il cuore dell’estate.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa