Sicurezza
Sta per affogare con il bambino Il bagnino interviene e li salva
Padre con il piccolo di tre anni non riusciva a rimanere a galla per i forti crampi ad una gamba Il bay watch li ha raggiunti a nuoto e portati entrambi sulla riva: niente di eroico, questo è il mio lavoro
MASSA. È il tono ad allarmarlo. Perché è chiaro che non si tratti di uno scherzo o di una battuta: quella richiesta di aiuto è disperata. E Diego Fava, da sedici anni con la canotta rossa, in riva al mare, lo capisce subito.
Davanti a lui, sabato pomeriggio al bagno Stefania, una miriade di bambini a fare il bagno, signore a rinfrescarsi, giovani sulla tavola da surf. E, ad una cinquantina di metri dalla battigia, un ragazzo, con un bambino in braccio. È lui a chiedere aiuto: si divincola, è chiaro che fatichi a stare a galla. È come se fosse spinto verso il fondale e con lui il bimbo che tiene, con difficoltà, tra le braccia. Diego lo individua rapidamente e si getta in acqua. Nuota a tutta velocità per 50 metri e raggiunge quel turista disperato.
È un papà con il suo bimbo di tre anni: ha deciso di rinfrescarsi con il piccolino, ha raggiunto un tratto in cui il fondale è profondo circa 2 metri e mezzo, forse ha passeggiato sugli scogli poi è sceso per una nuotata in un punto in cui l’acqua, inaspettatamente, è molto alta. A tradirlo sono i crampi ad una gamba, così forti da impedirgli di muoversi. Non riesce a rimanere a galla, non tocca, quindi non può allungarsi nella speranza di vincere la contrazione. Il bimbo non ha braccioli e il babbo tenta di sollevarlo per evitare che scenda con lui, oltre il pelo dell’acqua. Diego è da loro rapidamente: «L’uomo respirava con fatica - racconta il bagnino - era stanco, non riusciva più a reggere i crampi. Gli ho detto di stringere il bambino e di appoggiarsi a me, abbiamo raggiunto uno scoglio poco distante su cui l’uomo ha potuto poggiare i piedi. A quel punto ho preso il bambino».
Il piccolo è solo infreddolito, non ha capito l’accaduto, è salvo tra le braccia del bagnino e il padre si calma. Una volta sulla riva, un bagnante lo aiuta a fare stretching. Diego Fava, 38 anni, con un brevetto da bagnino dal 1999, bandisce i protagonismi, coglie però l’occasione per ricordare quanto sia importante e delicato il ruolo di chi sta sulla riva ogni giorno, pronto ad intervenire: «Non mi sento un eroe, interventi come quello di sabato, per chi fa il mio lavoro, sono normale amministrazione, è importante però riconoscere il ruolo del bagnino. Perchè se a volte - spiega - interveniamo per un aculeo di riccio in un piede, sempre garantiamo l’incolumità dei bagnanti, controllando 80 metri di spiaggia e ampi specchi di mare. Un lavoro, questo, che non deve essere sottovalutato». (c.s.)
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