Sicurezza
«Servizi dimezzati»: la rabbia delle famiglie
CARRARA. Nessuna pretesa ma una richiesta di maggiore rispetto iniziando a dare una risposta alle tante sollecitazioni inviate in questi mesi. I genitori dei ragazzi che frequentano il C’entro anch’io...
CARRARA. Nessuna pretesa ma una richiesta di maggiore rispetto iniziando a dare una risposta alle tante sollecitazioni inviate in questi mesi. I genitori dei ragazzi che frequentano il C’entro anch’io di Fossola non ci stanno e dopo la segnalazione inviata nei giorni scorsi dalle segreterie della Funzione Pubblica di Cgil e Uil, rincarano la dose raccontando il disagio dal punto di vista “sindacale” e dalla parte degli utenti. «Quest’anno ci eravamo attivati già in primavera, per chiedere di prolungare l’orario del Centro dalle 12.30 fino alle 15.30. In due mesi non abbiamo ricevuto alcuna risposta e questa è una mancanza di rispetto» racconta Maria Cristina Bartolini, mamma di una ragazza che frequenta da tempo la struttura. La signora, con i suoi 60 anni, è tra i genitori più giovani: «Molti hanno passato gli 80 e hanno grosse difficoltà a gestire i figli disabili» spiega la donna. Il problema è che quest’anno non solo Comune e Apuafarma non hanno risposto alla richiesta di integrazione del servizio ma – come denunciato anche dai sindacati – lo hanno addirittura ridotto: «Erano previste una serie di uscite settimanali, pagate in anticipo dalle famiglie. Invece ci hanno comunicato che sono state dimezzate perché mancano gli operatori e non ci sono gli accompagnatori per il trasporto in pulmino» spiega la signora Bertolini. Secondo le famiglie dei ragazzi del C’entro anch’io, l’impegno che l’amministrazione e Apuafarma hanno messo per “salvare” l’Estate Ragazzi, garantendo in extremis l’accesso agli 80 bambini inizialmente esclusi, non è lo stesso che viene usato per la gestione del C’entro anch’io: «La nostra struttura ha un coordinatore: si tratta di una figura di riferimento, a cui i nostri ragazzi sono molto legati. Bene ogni anno a luglio l’azienda lo destina all’Estate Ragazzi e i nostri figli, con tutti i loro problemi, sono costretti ad accusare il colpo» riferisce. Nessuna volontà di fare una gara a chi ha più bisogno, precisa la signora Bertolini, solo un appello all’amministrazione e ai vertici di Apuafarma affinchè la gestione di un servizio così importante, sia fatta con «più cuore». Sul C'entro anch'io tornano anche la Funzione Pubblica e la segreteria generale della Cgil, definendola una questione «annosa e imbarazzante». Secondo il sindacato «dopo aver gestito per anni il servizio utilizzando personale in eccesso rispetto a quello comandato dai servizi sociali del comune e aver consentito un ampliamento delle attività svolte ed un livello di professionalità d' eccellenza, improvvisamente, a seguito del percorso di razionalizzazione dei costi Apuafarma, l'orario è stato ridotto da 143 a 60 ore settimanali, con un taglio del servizio di oltre il 50%». «Con l'inizio delle attività estive, l’azienda ha proceduto ad un ulteriore riduzione del personale impiegato, negando ai ragazzi di poter svolgere le attività (già ridotte) organizzate. Chiediamo un intervento forte da parte dell'amministrazione comunale».(c.ch.)
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