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Se l’intramoenia fa ricco il medico: ecco i più pagati

Se l’intramoenia fa ricco il medico: ecco i più pagati

Franco Passani con 379mila euro “doppia” la De Lauretis Ma Bagnoni (primario a Livorno) arriva a quota 447mila

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MASSA CARRARA. Oltre 2.500 dipendenti tra infermieri, medici, tecnici, impiegati; un bilancio dell’ordine dei 400 milioni di euro: sono numeri da grande industria, quelli della sanità. Numeri che fanno dell’Asl la più grande azienda pubblica del territorio apuano e una delle più grandi in assoluto (per dire: solo Nuovo Pignone, che fa parte della multinazionale General Electric ha bilanci più consistenti). Ma questa grande azienda ha un particolarità riscontrabile in ben poche altre tipologie di azienda: quella del numero di dipendenti con funzioni, competenze e ruoli “alti”, assimilabili a quelli dirigenziali ( e di fatto contrattualmente riconosciuti come tali). Logico, qui si parla di salute, di cure e il personale è composto in buona parte da medici specialisti, professionisti in alcuni casi di “eccellenza”. A cui si devono aggiungere decine di dipendendenti con funzioni dirigenziali nel settore amministrativo e tecnico per gestire la complessa macchina della salute.

Il risultato è che nella sanità il costo del lavoro è ben più alto che nella maggiore parte delle altre aziende: 144.762.143 euro nel 2014: quasi un terzo del “fatturato” complessivo.

Ma quanto guadagnano i medici dell’Asl apuana? La media della retribuzione è di 69.212 euro annui lordi per ciascuno. Ma il range è molto variabile. Ci sono medici e primari che per stipendio “tabellare” raggiungono remunerazioni lorde attorno ai 100mila euro. E ci sono medici che allo stipendio “fisso” aggiungono gli introiti derivanti dalla libera professione in regime di intra-moenia. Si tratta, sostanzialmente, di prestazioni di tipo privatistico: il paziente deve pagare la visita come in un ambulatorio, ma essa viene svolta in strutture ospedaliere (nello stesso ospedale) o anche in ambulatori convenzionati con l’Asl. E una piccola percentuale della parcella finisce all’Asl. Di recente, il governatore della Toscana Enrico Rossi si è scagliato contro l’intramoenia, sostenendo la necessità di abolirla in quanto non ridurrebbe la lunghezza delle liste di attesa (una delle ragioni per cui era stata introdotta) e perché genererebbe discriminazioni fra chi può pagare e chi no.

Aldilà di questo, va detto che per alcuni medici, l’intramoenia è una specie di arrotondamento della remunerazione da lavoro dipendente. Per alcuni altri però, costituisce una fonte di guadagno anche superiore allo stipendio di base. Ecco così spiegate alcune super remunerazioni.

Ad esempio: Franco Passani, oculista, aggiunge al suo stipendio da primario medico dipendente di 124.624 euro lordi all’anno, 254.874 euro di proventi dall’attività intramoenia (i dati sono riferiti al 2014) che portano a un totale di 379.498 euro.

C’è lui al top delle retribuzioni, assieme al dottor Alberto Baratta, direttore del dipartimento di Emergenza urgenza: per lui 126.012 euro di reddito da lavoro dipendente (si parla sempre di cifre al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e delle ritenute fiscali) a cui si aggiungono 103.119 euro che gli vengono riconosciuti come indennità per l’uso dell’elisoccorso. Il totale è 229.131 euro. Giuliano Biselli, poi, direttore del presidio ospedaliero, somma a una retribuzione da lavoro dipendente di 127.576 euro, altri 99.974 euro di proventi per attività itramoenia o assimilata, arrivando a 227mila euro e spiccioli di guadagno totale.

Va segnalato che il medico apuano più “ricco” risulta il dermatologo carrarese Giovanni Bagnoni, il quale però lavora all’ospedale di Livorno. Il dottor Bagnoni che già riceve dall’Asl una retribuzione lorda parecchio alta: 146.885, è anche uno stakanovista della libera professione: grazie all’attività intrarmoenia incassa 300.896 euro (nel 2014). Il che fa impennare la sua retribiuzione complessiva a 447.781 euro annui.

Claudio Figaia

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