Lutto
Gli altri “furbetti” delle pensioni
L’istituto di previdenza era finito in aula come parte offesa solo qualche mese fa
MASSA. Non è la prima volta: di frodi all’Inps di Massa Cararra si è parlato anche in occasione di un’altra inchiesta, in cui l’istituto previdenziale si è costituito come parte offesa perchè uno dei suoi funzionari si sarebbe servito della conoscenza e dei contatti maturati all’interno dell’azienda pubblica, oltre alla libertà di manovrare assegni e soldi, per agevolare conoscenti, amici o parenti.
Nel marzo scorso nelle aule del tribunale di Massa sfilarono una decina di testimoni, perlopiù dipendenti della sede provinciale dell’Inps di Massa Carrara. Ma anche i figli di una imputata e l’ex dirigente di banca. Sotto processo era finito Alcide Benedetti, pensionato dell’istituto di previdenza con l’accusa di peculato per essersi impossessato di denaro non suo. L’accusa sosteneva che l’uomo attraverso il software dell’istituto, aveva modificato le posizioni previdenziali di figlia e compagna, garantendo alla prima un’indennità di disoccupazione e un importante trattamento di fine rapporto alla seconda (una volta andata in pensione). Benedetti dovette rispondere dei reati di falso, per aver modificato le posizioni, e peculato per aver distratto denaro all’Inps.
Il vado di pandora si era rotto quando il direttore dell’istituto di previdenza si era accorto che qualcosa non tornava in alcune posizioni contributive degli iscritti. Se n’era accorto da anni ma aveva aspettato perchè le posizioni irregolari non erano solo quelle della moglie e della figlia del funzionario. Erano oltre 20 le persone che, senza averne titolo, avrebbero goduto di indennità, pensioni, trattamenti di fine rapporto.
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