Il Tirreno

denuncia di cgil e uil

«Caso cuoche» ai campi estivi

CARRARA. L'amministrazione comunale e Apuafarma ammettono in extremis gli 80 bambini esclusi dall'Estate ragazzi, grazie a uno stanziamento aggiuntivo di 70 mila euro. Tutti contenti? A leggere la...

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CARRARA. L'amministrazione comunale e Apuafarma ammettono in extremis gli 80 bambini esclusi dall'Estate ragazzi, grazie a uno stanziamento aggiuntivo di 70 mila euro. Tutti contenti? A leggere la nota diffusa dalle sgreterie delle Funzioni pubbliche di Cgil e Uil sembra proprio di no.

L'impegno e lo sforzo necessari a “salvare” l'estate degli 80 bambini inizialmente esclusi dal campus organizzato da comune e Apuafarma sono figli non di una «fatale emergenza» ma di «una mancanza di chi doveva organizzare il servizio».

Lo scrivono all'unisono le segreterie della funzione pubblica di CGIL e UIL segnalando come ieri proprio Apuafarma abbia deciso di «effettuare il servizio mensa ricorrendo solo a cuoche “sane” ed escludendo le persone idonee alla mansione ma affette da limitazioni». Queste ultime, ricordano dal sindacato, «svolgono lo stesso mestiere durante tutto l'anno scolastico con carichi di lavoro esagerati» mentre in ottemperanza alla stabilizzazione siglata in Prefettura il 21 dicembre 2010 «ogni anno si attingeva all'ultima graduatoria», cosa che però questa volta non è stata fatta, con una decisione unilaterale dell'azienda. Per questo Cgil e Uil ricordano ad Apuafarma che «esistono leggi contro le discriminazioni dirette e indirette» e che «da una società in house che si occupa prevalentemente di servizi pubblici, ci si aspetterebbe maggiore sensibilità nei confronti dei lavoratori più deboli». Stessa mancanza di attenzione, proseguono le due segreterie, nella gestione del Centro Anch'Io di Fossola, dove Apuafarma «ha deciso di tagliare le ore del servizio socio assistenziali, precludendo la possibilità ai ragazzi del centro di svolgere le attività previste, incluse quelle sul mare già pagate dai genitori».

Ma i sindacalisti accusano anche la municipalizzata di aver «negato il diritto a frequentare il centro» a un ragazzo, assiduo ed entusiasta frequentatore della struttura, il quale «a seguito di una operazione al ginocchio non può percorrere i cento metri di strada in discesa che separano la sua casa dal centro»: secondo quanto riferiscono Cgil e Uil, alla madre vedova e senza patente sarebbe stato riferito «che non è possibile mandare nessuno a prenderlo».

Nel segnalare la «chiusura definitiva della ludoteca di Bonascola» che rischia di lasciare senza un importante punto di riferimento decine di famiglie, le funzioni pubbliche dei due sindacati chiedono «l'immediata chiamata al lavoro delle cuoche discriminate, il ripristino delle ore tagliate al Centro Anch'Io, la riapertura a settembre della ludoteca di Bonascola e un mezzo di trasporto che permetta al ragazzo escluso di frequentare la struttura» e annunciano, in caso contrario, di essere pronti a dare battaglia.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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