Il Tirreno

Jeppesen, lotta per fermare i licenziamenti

Jeppesen, lotta per fermare i licenziamenti

27 esuberi al colosso della cartografia, sit in dei lavoratori che chiedono aiuto a Rossi e al sindaco

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MASSA. Jeppesen, il colosso della cartografia navale, con filiali in tutto il mondo, annuncia 27 esuberi nella sede di Massa, durante una fase ancora di transizione per l'azienda, passata al fondo norvegese Alto, che pare abbia tutta l'intenzione di spostare la produzione altrove, in Polonia ad esempio dove la manodopera costa meno che in Italia. Questo il quadro che ha portato all'apertura dell'ennesima vertenza sul territorio apuano, che riguarda al momento il 40% della forza lavoro dello stabilimento (62 dipendenti in tutto).

Ieri mattina una delegazione dei sindacati rappresentati in azienda, la Filcams Cgil e la Uiltucs-Uil, è stata ricevuta in comune a Massa dal primo cittadino Alessandro Volpi e dal vicesindaco di Carrara Fiorella Fambrini; martedì, invece, nel pomeriggio, i lavoratori e le Rsu avevano ricevuto la visita del presidente della Regione Enrico Rossi, che era a Massa per firmare in Procura il protocollo sulla sicurezza nelle cave e avevano ottenuto rassicurazioni, ribadite anche nell'incontro in comune: «La discussione va portata ad un livello più alto, un livello regionale -ha detto il presidente-; sono disponibile ad incontrare personalmente l'azienda, per cercare di risolvere positivamente questa ennesima vertenza».

L'intenzione di Rossi è stata confermata da Volpi e Fambrini: non dimentichiamoci, infatti,che molti dei dipendenti della Jeppesen-Alto sono residenti proprio a Carrara, dove mantengono famiglie e pagano mutui. I sindacati confermano che le istituzioni hanno accettato di intercedere con la Regione per aprire l'ennesimo tavolo sulla vertenza Jeppesen, ma i passi da seguire sono ancora tanti. Gli interlocutori, in questa fase, sono difficili da raggiungere: l'amministratore delegato del fondo norvegese è un finanziere svedese, capitato pochissime volte a Massa; il punto di riferimento per i sindacati rimane ad oggi l'americano James Detar, amministratore locale della ex Jeppesen, residente a Marina di Carrara, unico contatto rimasto con i norvegesi.

È con lui, probabilmente, che anche la Regione si metterà in contatto per invitarlo ad un primo confronto, con le altre istituzioni e le sigle sindacali. Ieri mattina, mentre Filcams e Uiltusc esprimevano le loro perplessità al sindaco di Massa, supportati dal racconto di sei dipendenti, altri trenta lavoratori manifestavano sotto il comune con un presidio, per far sentire la loro voce. I sindacati rimangono fermi nelle loro richieste: ritiro dei licenziamenti e avvio di soluzioni alternative, tra cui anche la cassa integrazione ad ore, o a rotazione, in attesa che qualcos'altro si muova.

Manuela D'Angelo

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