Il Tirreno

Camion dal Sagro, via libera del sindaco

di Cinzia Chiappini
Camion dal Sagro, via libera del sindaco

CARRARA. Angelo Zubbani firma il protocollo, ma fissa un termine: se tra sei mesi non sarà pronta la strada, altri saranno responsabili

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CARRARA. Anche se manca ancora l’ufficialità delle firme nero su bianco, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani è pronto a firmare il protocollo d’intesa con la Provincia, l’Ente Parco e i Comuni di Fivizzano che segnerà il ritorno dei camion sulle strade della città. Ambientalisti, associazioni, comitati e partiti di opposizione non si illudano, dunque. L’intenzione dell’amministrazione è quella di procedere perché, ha detto il primo cittadino, «non sarò io ad assumermi la responsabilità di chiudere le cave del Sagro».

Il sindaco Zubbani è stato chiaro e ieri, davanti alla commissione marmo di Cristiano Bottici (Pd), ha spiegato senza mezzi termini che la discussione in corso non riguarda tanto il ritorno dei mezzi pesanti a Carrara quanto l’esistenza stessa dei due siti estrattivi ai piedi del Sagro.

«Non sarò io a decretarne la chiusura, se tra sei mesi non sarà pronta la via di arroccamento interna ai bacini marmiferi sarà qualcun altro ad assumersi questa responsabilità» ha dichiarato Angelo Zubbani, dopo aver ribadito che la sua firma al protocollo sarà vincolata a una serie di paletti, ovvero il contingentamento dei camion autorizzati al transito sulle vie cittadine, la limitazione dei passaggi in orari che non confliggano con le attività pubbliche e soprattutto la scadenza di sei mesi dalla sottoscrizione del documento. «Posso garantire che se trascorso questo periodo sarò ancora in carica, non rinnoverò la firma» ha detto il sindaco Zubbani, definendo il suo «un gesto di solidarietà non agli imprenditori, ma ai 40 lavoratori impiegati in quei siti».

A poco o nulla sono valse le obiezioni sollevate nel corso della seduta di commissione dai consiglieri di opposizione e dagli esponenti del comitato Sos Carrara, presenti. Francesco De Pasquale del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come il protocollo trascuri le questioni ambientali (le due cave sorgono all’interno del Parco delle Apuane e sono ad un’altitudine superiore ai 1200 metri, in violazione del Pit), quelle legate alla sicurezza (vedi le frane sulla strada per Castelpoggio e Gragnana) e perfino l’ordinanza Pulvirenti, quella che nel 2010 sancì l’obbligo di lavaggio prima dell’immissione sui circuiti cittadini per tutti i mezzi adibiti al trasporto del lapideo.

Il consigliere grillino ha aggiunto poi che le scarse risorse del comune di Fivizzano e la mancanza di un progetto, lasciano pensare che la realizzazione della via di arroccamento interna ai bacini marmiferi - quella che dovrebbe risolvere in via definitiva il problema del trasporto del materiale scavato ai piedi del Sagro - andrà «alle calende greche».

Anche perché, nel testo stesso del protocollo si parla di aggiornamenti semestrali e di impegni della durata di 5cinque anni, ben oltre dunque i 180 giorni previsti per la realizzazione della strada stessa.

«Sindaco non si prenda questa grana» ha detto Claudia Bienaimè di Carrara, Bene Comune, ricordando al primo cittadino che le due cave che lui vuol “salvare” - o quantomeno evitare di chiudere - insistono sul territorio di Fivizzano, producono soprattutto scaglie e materiale di poco pregio e soprattutto sono ferme da tempo. «Basterà che qualcuno faccia denuncia alla procura e l’amministrazione carrarese ne uscirà di nuovo soccombente» ha annunciato la consigliera, ricordando la battaglia legale sui camion alla Lugnola e la pioggia di ricorsi sulle tariffe.

Anche la vicenda dei mezzi pesanti dal Sagro rischia dunque di finire in tribunale visto che gli “ambientalisti” stanno già affilando le armi legali. Non resta dunque che aspettare la firma del Protocollo e la delibera di giunta - secondo i rumors di Palazzo Civico già pronta - che riapre ai camion le strade di Carrara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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