Finanza
Nessun retro-front: «Fuori Massa da Gaia»
Tantissime adesioni alla fiaccolata del comitato “Acqua alla gola”
MASSA. Erano 500, forse anche di più. Hanno attraversato le vie del centro di Massa accompagnati da musici e danzatori con un cerino o una candela in mano per la fiaccolata promossa e organizzata dal comitato anti Gaia, “Acqua alla Gola”».
«Fuori Massa da Gaia» era uno degli slogan intonati martedì sera. Quasi superfluo, dunque, specificare quale fosse la finalità della fiaccolata. Il corteo si è mosso da piazza della Liberazione: alle 21 la strada era già invasa da striscioni e cittadini e musicisti che hanno proposto le melodie della taranta e della pizzica salentina, «le musiche della disperazione» e per questo scelte per accompagnare il lungo serpente di cittadini estenuati e scoraggiati perchè non vedono allentarsi “la morsa dell’acqua”. Ad aprire la fiaccolata una ballerina su trampoli, dietro di lei, i rappresentati del comitato e promotori dell'iniziativa tra cui Galeano Fruzzetti, Alfonso Baldi e Francesca Galloni. Reggevano in mano uno striscione: "L'acqua è vita". Anche in mezzo al corteo qualcuno intonava: “Uscire da Gaia si può”. Per la carica degli anti Gaia l’unica soluzione alle bollette scottanti che Gaia fa recapitare a casa delle utenze è uscire dalla società. Il comitato e i suoi sostenitori (circa 18mila le firme già raccolte da Galeano e i suoi, a favore di un ritorno ad una gestione diretta del sistemo idrico e di depurazione), non arretrano di una virgola neppure di fronte all’apertura del nuovo cda della società che gestisce il servizio idrico, palesata in una delibera recentemente approvata, che introduce una serie di migliorie al servizio e di strumenti per “andare in contro alle utenze più disagiate”. «Una bufala d’autore» però l’ha definita Francesca Galloni. Eppure, nella volontà della società la delibera avrebbe dovuto far soffiare un vento di cambiamento soprattutto nei rapporti con la cittadinanza. Un risultato che per ora appare lontano: «Quello che maggiormente ci ha infastidito - ha commentato la Galloni quando il corteo si è fermato in piazza dell’Ex Mercato - è che la delibera sia stata presentata come uno strumento elaborato da Gaia per aiutare le persone più disagiate, ma non è così». «Il deposito cauzionale che la società richiede a chi non ha l’addebito bancario - ha aggiunto la Galloni - si ridurrà del 50 % ma solo per le utenze in regola. Il che significa che chi in questi anni non è riuscito ad essere in pari con le bollette salate di Gaia, suo malgrado, continuerà a pagare tutto il deposito». Insomma, per la Galloni, la delibera non apporta migliorie, gli interventi positivi «sono quelli che hanno ripreso dalle nostre proposte e che hanno fatto spacciare per una loro inversione di tendenza»- ha detto. In piazza è stato affrontato anche il tema della possibilità o meno di un referendum popolare sull’uscita da Gaia. Una possibilità che è stata esclusa dal difensore civico regionale che tuttavia in una mail inviata proprio a Francesca Galloni ha messo per iscritto che non c’è nessun parere del difensore sulla possibilità teorica di affidare il servizio ad altro soggetto. Nella stessa mail, però, il difensore ha anche precisato che «la soluzione di “uscita da Gaia” non appare praticabile e non in conseguenza al parere reso sul referendum quanto invece per i vincoli connessi all’esistenza e alla durata del contratto di affidamento del servizio». Ciò nonostante il comitato Acqua alla Gola va avanti fermo sulla propria linea. «Per sucire da Gaia serve la “volontà” politica» ha detto Fruzzetti che ha annunciato che il 20 di questo mese si terrà una riunione cui presenzieranno i comitati, le amministrazioni, Gaia e il difensore civico regionale. Se oggi le firma raccolte sono 18mila, Fruzzetti garantisce che il 20 saranno 20mila. L’incontro del 20 è stato confermato anche dal neo presidente di Gaia, Vincenzo Colle, che ha voluto ribadire una volta in più, la volontà della società di ascoltare l’utente, soprattutto le fasce più deboli: «Il tavolo del 20 luglio - scrive - è solo il primo della serie di incontri che intendiamo organizzare. Entro fine mese sarà convocato un tavolo con tutte le associazioni di consumatori dell'intero territorio gestito per aprire un dialogo diretto sui principali temi di interesse per gli utenti. Poi incontreremo i responsabili dei servizi sociali delle amministrazioni comunali per garantire il buon funzionamento del Fondo Utenze Disagiate a vantaggio delle fasce deboli di utenti.»
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