Sicurezza
Il Pd si spacca anche sulla festa del partito
CARRARA. Il segretario provinciale Cesare Leri boccia una serata culturale proposta dai circoli di Nazzano e Bonascola che minacciano di boicottare la festa dell’Unità. A rischio le celebri grigliate...
CARRARA. Il segretario provinciale Cesare Leri boccia una serata culturale proposta dai circoli di Nazzano e Bonascola che minacciano di boicottare la festa dell’Unità. A rischio le celebri grigliate a Cà Michele e la tenuta del partito alle prossime elezioni amministrative di Carrara. «Quell’iniziativa non s’ha da fare, né domani né mai» e alla vigilia della festa provinciale dell’Unità il Pd si presenta quanto mai diviso. Il “niet” con cui il segretario provinciale Cesare Leri ha risposto alla proposta avanzata da Jessica Sanna, presidente del consiglio dei cittadini di Carrara adiacenze in quota Pd, di dedicare una serata della festa a un’iniziativa culturale rischia non solo di far saltare la logistica dell’appuntamento a Cà Michele ma di creare una profonda spaccatura all’interno del Pd. Tutto è iniziato da una serie di riunioni delle sezioni del Pd di Nazzano e di Bonascola, fortemente volute dal consigliere comunale "dissidente" Luca Barattini: in questa sede, forti di una partecipazione massiccia anche di non iscritti, è stata avanzata l’idea di proporre una serata culturale dedicata alla storia di Carrara, da realizzare durante la festa provinciale del Partito, con la collaborazione di Marzia Dati, presidente del consiglio dei cittadini del centro e “fondatrice” di due associazioni culturali. Il titolo dell’evento, messo a punto da Dati e Sanna, avrebbe dovuto essere “Recupero della storia, della cultura e delle tradizioni per un progetto integrale di rinascita della città”. Niente di spinoso né polemico, chiariscono le due ideatrici che si dicono “stordite” non solo per il no di Leri ma anche e soprattutto per le motivazioni addotte dal segretario provinciale: «Quando gli ho sottoposto il progetto lui mi ha risposto picche, dicendo che i vertici del partito erano della medesima opinione, visto che dietro l’evento c’era Barattini». Insomma secondo quanto riferito da Jessica Sanna, il rifiuto di Leri non sarebbe stato innescato dal merito dell’iniziativa, ma dal fatto che arrivava da un fronte del Pd vicino al dissidente Barattini. La vicenda ha scatenato l’indignazione dei due circoli “propositori” che oltre a essere piuttosto nutriti in termini di iscritti forniscono gran parte della mano d’opera su cui si regge la festa di Cà Michele. «Siamo il cuore e l’anima della festa, senza di noi non si mangia» hanno commentato alcuni militanti democratici, ribadendo il pieno sostegno a Luca Barattini l’unico, a loro dire, «ad essersi davvero impegnato in questi anni per risolvere i problemi delle persone». Il caso rischia dunque di creare non solo intoppi alla festa provinciale del Pd ma anche e soprattutto problemi politici in vista delle amministrative 2017: «Abbiamo lavorato tanto per far ripartire i circoli, che sono il motore della politica perché lì c’è il contatto vero con le persone. Volevamo metterci al servizio dei cittadini e invece c’è stato questo fatto increscioso. Il Pd così com’è non è in grado di fare campagna elettorale, non voglio un partito in ritirata» ha dichiarato Barattini, che ha accusato i vertici democratici, di «non comportarsi in modo consono al nome che porta il partito». Ma il consigliere comunale ne ha approfittato per togliersi anche altri sassolini dalle scarpe: «C’è una leadership che vive lontano dalle persone e che si preoccupa solo di salvare le poltrone. Il Pd deve tornare tra la gente e proporre idee e soluzioni -conclude - O rinuncia a trattarci come figli di un Dio minore, o boicotteremo la festa».
Cinzia Chiappini
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