La manifestazione
Il Duomo, storia e simbologia
Durante il simposio Paolo Cucurnia ha spiegato i segreti della costruzione
CARRARA. "Il duomo al simposio": è il titolo della relazione che Paolo Cucurnia, studioso e appassionato di storia locale, ha svolto in piazza Duomo per gli amici: "Artisti del Borgo" e "Manforta" , in chiusura della loro annuale rassegna di scultura a mano.
L'oggetto della conferenza era la storia e la simbologia artistica di cui la Cattedrale carrarese, colma d'immagini allegoriche , s'è nobilitata attraverso i secoli della sua più che millenaria esistenza.
L'oratore, coadiuvato dalla proiezione di diapositive sul bianco marmo del fianco sud del Duomo, ha preso le mosse dalla teoria, suffragata da consistenti e visibili tracce, dell'amico e ricercatore di storia locale Pietro di Pierro. Secondo lui l'attuale struttura si sarebbe consolidata attraverso tre ampliamenti successivi partiti da una chiesetta biabsidata, quest'ultima preesistente, addirittura forse prima del mille!
Il relatore è partito dall'alto: dalla loggetta sorretta da colonnine con capitelli uncinati dal cui abaco sorgono le erme di sette profeti, tre minori e quattro maggiori, ed un re (Salomone) appoggiate sulle reni di archetti ogivali trilobati. Quest'impostazione è un classico del gotico di Nicola Pisano (1215 ca.- 1278 ca.) e del figlio Giovanni ( 1290-1315).
Nicola fu alle cave nel 1265 e sembra possa aver influenzato, assieme alla cerchia di suoi discepoli , la struttura della facciata in generale ed in particolare proprio quella della loggetta sovrastante.
Il soffio di una tenue brezza mitigava il caldo di quest'inizio estate e, nella piacevole serata, coppie e famigliole si fermavano; dapprima incuriosite, poi affascinate dal racconto di storie e miti che, nel tempo, hanno costituito i nobili simboli della loro araldica. Il selciato era ancora disseminato delle lucenti e candide scaglie prodotte dagli scalpelli del "simposio", ma non disturbavano. Sembrava le avesse generate Michelangelo, che abitava nella casa accanto per, come diceva lui, liberare il Duomo: "Di quello che non serve". La bianca mole del tempio si stagliava, nella dolce e placida sera, rivelando tutta la bellezza delle sue aggraziate proporzioni.
Il discorso è poi continuato sul gotico fiorito del Rosone(inizio 1300 ca.). Cucurnia ha spiegato il significato cristiano del rosone che rappresenta Dio stesso: perfetto nella sua circolarità, senza inizio e senza fine. Le roselline che lo circondano figurano Il Paradiso (in greco Paradiso significa giardino), ed è interrotto, ad ore 11, dalle chiavi puntate dall'ogiva che porta: "l'Agnus Dei" a sottolineare il fatto che si accede all'Eden attraverso l'Agnello di Dio. Le punte ogivali sono in numero di dieci e sono estremi di dieci segmenti uguali inscritti, essi sono in sezione Aurea col raggio del cerchio-rosone. Questo particolare taglio dà una grazia ed un equilibrio a tutto l'insieme, che ha del divino. L'ogiva ad ore 10 porta un quadrato: simbolo della Gerusalemme celeste, cui si accede camminando in verso dritto. Sei colonnine bisettrici delle ogive sono tortili e destrorse, a significare che camminando per il verso giusto (destro), si accederà al premio eterno. La colonnina ad ore nove ha due princìpi: destro e sinistro. In quella direzione, a Nord, c'era l'imperatore e Carrara era città Ghibellina, per cui il contrasto della filettatura sembrerebbe essere lo stesso che agitava papato ed impero, proprio in quegli anni burrascosi per i due poteri(la teoria dei due Soli di Dante nel Monarchia uscito proprio in quegli anni di inizio 1300). La colonnina ad ore otto è liscia e sembra condurre gli ignavi al limbo. Le due in basso ad ore sette e ore cinque sono sinistrorse, ad ammonire che, per chi cammina in verso sinistro lo aspettano le fiamme dell'inferno. Avanti ancora ed il relatore si è soffermato sui due ovali incastonati nella facciata, ai lati del rosone. Essi rappresentano il "mandala" indiano, la "Visica piscis", la vera aureola (quel circoletto luminoso che notiamo sulla testa dei santi è il nimbo) in cui spesso è inserito il Cristo mediatore fra il terreno e l'ultraterreno: l'una e l'altra circonferenza intersecantisi.
Il pesce, è l'acronimo greco di: Gesù Cristo di Dio Figlio Salvatore, in verticale è la mandorla, il sesso femminile stilizzato simbolo della vita. Nei nostri due ovali sono inseriti tre soli, la Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Un incontro da replicare.
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