Il Tirreno

Rossi: controlli alle cave tutti i giorni

di Manuela D'Angelo
Rossi: controlli alle cave tutti i giorni

CARRARA. Svolta nel modo di affrontare la sicurezza nelle cave: è stato firmato a Massa il protocollo di intesa tra la Regione Toscana e le Procure di Massa Carrara, Lucca, con le Procure generali

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CARRARA. Svolta nel modo di affrontare la sicurezza nelle cave: è stato firmato ieri a Massa il protocollo di intesa tra la Regione Toscana e le Procure di Massa Carrara, Lucca, con le Procure generali presso le Corti di appello di Genova e Firenze, che rimette in discussione tutto il sistema dei controlli su quegli specifici posti di lavoro, costati la vita a nove operai, nel giro di soli due anni.

La Regione ci mette i soldi, 2,5 milioni di euro, per la formazione di nuovi "controllori" del settore lapideo, che saranno il braccio operativo della Procura in maniera continuata e continuativa.

La Regione finanzierà anche gli strumenti del controllo: macchine fotografiche, computer e 17 fuoristrada per raggiungere i siti ed accedere alle cave e si pensa anche all'introduzione nel mondo del lavoro di alcuni giovani del servizio civile, seppur soltanto temporaneamente, che potranno essere utilizzati dalle Procure come meglio credono, dopo la dovuta formazione in loco.

«Le regole ci sono sempre state- commenta il presidente Enrico Rossi- adesso ci vuole qualcuno che le faccia rispettare, visto che non è scontato che avvenga».

Cambia tutto dunque: se prima i controlli erano a campione, o su segnalazione, cosa che faceva sentire vessati alcuni imprenditori, adesso saranno costanti, «non dico tutti i giorni, tutto l'anno- specifica Rossi- ma quasi. In cava si deve sapere che i controlli non saranno più un'eccezione, ma la norma».

«Non vogliamo certo colpire il mondo delle cave -aggiunge il Procuratore di Massa Carrara Aldo Giubilaro- anche se so che saremo accusati di questo».

Il protocollo riguarderà le cave dell'intero distretto apuo- versiliese e naturalmente nel diventare operativo coinvolgerà anche le Asl dei territori, l'Arpat e i sindaci dei comuni a cui Rossi chiede trasparenza.

«Noi ci mettiamo i controlli e la Procura procederà alle punizioni qualora si rilevassero reati- spiega il presidente della Regione - i comuni dovranno invece interessarsi dell'aspetto amministrativo e sospendere le concessioni in quelle cave dove sono state applicate sanzioni».

Così la task force sarà completa e operativa entro settembre e con più controlli in cava Rossi spera di poter mettere la parola fine anche ad altri illeciti ambientali.

«Questo territorio non vede soltanto un incidente ogni due giorni e numerosi morti sul posto di lavoro -dice Rossi-; vede anche un dissesto idrogeologico pericolosissimo, con disastri ambientali ai monti, che poi ci ritroviamo al piano. Arriverà il momento di capire perché la marmettola finisce nei nostri fiumi, visto che Asl e Arpat sostengono che debba essere smaltita correttamente e di sapere quanto marmo viene scavato da qui, visto che è un dato che ci forniscono soltanto gli imprenditori, ma di cui vogliamo essere più sicuri».

Insomma, prima arriverà il piano che porterà a quadruplicare in due anni le ispezioni sulla sicurezza sul lavoro in cava e nelle aziende lapidee, con corsi di formazione e linee guida a disposizione degli imprenditori, per aiutarli ad elaborare i loro piani aziendali e poi i controlli sull'impatto ambientale dell'estrazione e lavorazione del marmo, sul paesaggio e sulle concessioni amministrative.

Il presidente della Toscana Enrico Rossi conclude sgombrando il campo da possibili equivoci e polemiche: «Io sono per lo sviluppo dell'attività di estrazione del marmo a Massa Carrara, un settore che molto può ancora dare - dice - ; voglio che questa attività continui e continui bene: ma questo può avvenire solo rispettando ambiente, paesaggio e sicurezza dei lavoratori. Dobbiamo trovare - conclude Enrico Rossi - un miglior equilibrio tra impatto, costi e ricchezza prodotta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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