Attenzione
Mercato, 54 concessioni sono a rischio
MASSA. Adesso sono 214 (190 utilizzate), ma il piano del commercio le riduce a 160. E i posti il prossimo anno andranno a gara
MASSA. È come tornare all’anno zero, al punto di partenza: la tua concessione non c’è più, è cancellata, sul suolo pubblico non vanti più alcun diritto. Perdi la concessione e per riconquistarla devi partecipare ad una gara. Perché il Comune, che del suolo è proprietario, le aree da concessionare- e qui sta il nocciolo della questione - le manda a bando. Chi vince, si “conquista” una porzione di suolo pubblico e lì può allestire ogni martedì il suo banco: effetto Bolkestein.
Ebbene sì perché l’ormai arci nota direttiva europea, approvata nel 2006, i suoi effetti li dispiega non soltanto sugli stabilimenti balneari: a fare i conti con la direttiva c’è chiunque occupi anche un solo centimetro quadrato di suolo pubblico, sia quel suolo di proprietà demaniale o comunale. Dal chioschetto, all’edicola. Ecco, quindi, che la spada di Damocle pesa anche sulla testa degli ambulanti. Senza dimenticare - e questo è l’effetto collaterale della Bolkestein - che il Comune in sede di gara potrebbe anche valutare - e così sta accadendo - di “calmierare” il numero complessivo delle concessioni. E proprio su questa ipotesi è acceso il dibattito politico, già caldo nella commissione attività produttive.
Prima di bandire la gara, il Comune deve, infatti, avere “tutte le carte in regola”. Serve una cornice normativa (il piano del commercio ambulante), entro la quale definire tutti gli aspetti di dettaglio normati, invece, da un regolamento. Il piano è stato steso e la commissione attività produttive lo sta già vagliando. E in quell’atto è contenuta la rivoluzione perché il documento definisce il numero massimo di concessioni. E prevede una bella sforbiciata.
Oggi le concessioni per il mercato settimanale in centro sono 214 e Gabriele Carioli, assessore alle attività produttive, non si nasconde e ammette che un numero plausibile sarebbe 120. Vero che oggi ad allestire i banchi non sono tutti i concessionari: il martedì al lavoro ci sono circa 190 persone e altrettanto vero - Carioli ci tiene a sottolinearlo - che in ballo ci sono posti di lavoro che meritano tutela. Così, fatte due valutazioni, nel piano finisce il numero 160. In ogni caso 54 concessioni in meno delle attuali e 30 in meno di quante sono realmente occupate ogni martedì. Trenta concessioni in meno anche per il mercato di Marina (che ora ne prevede 190). Evidente che la riduzione dei banchi consentirebbe di concentrare - soprattutto nel centro città - l’area mercatale riducendo al minimo l’effetto dispersione.
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Questione delicatissima, anche per le implicazioni economiche. Certo è che i tempi sono stretti: le concessioni dovranno andare a gara nei primi mesi del 2017 e per quella data devono essere approvati sia il piano del commercio ambulante, sia il conseguente regolamento.
Altra questione è la definizione delle modalità di attribuzione punteggio in gara. Roma si è già mossa attivando a sua volta le singole Regioni con lo scopo di definire criteri comuni per accedere al bando di gara e assegnare punti. Senza dubbio uno degli elementi che più contribuirà all’assegnazione del punteggio è l’esperienza, vale a dire l’anzianità. Scelta questa che consente di “premiare” chi un’attività ambulante già ce l’ha e con la gara rischia di perdere un’impresa e - di conseguenza - di dover tagliare posti di lavoro.
La partita è aperta, il dibattito acceso, la commissione attività produttive al lavoro, gli operatori pronti al dialogo. A breve, infatti, si apriranno i tavoli di concertazione a cui siederanno categorie e amministrazione proprio in vista della discussione del piano del commercio ambulante in consiglio comunale.
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