Finanza
«La gora è a secco» Benedetti scrive al sindaco Volpi
MASSA. Metti che hai un campicello e ti coltivi da anni la verdura. Metti che da sempre paghi la quota dovuta per quella che a Massa tutti conoscono come “l’acqua della gora”. Non quella del...
MASSA. Metti che hai un campicello e ti coltivi da anni la verdura. Metti che da sempre paghi la quota dovuta per quella che a Massa tutti conoscono come “l’acqua della gora”. Non quella del rubinetto, insomma, ma quella che da Canevara scende fino a Castagnola e Romagnano, quindi al mare. Metti che l’acqua, però, non arrivi più.
È quello che sta accadendo, almeno secondo Stefano Benedetti: spiega infatti che nella gora di acqua non ne scorre con conseguenti problemi per chi quell’acqua la utilizzava per campi e giardini.
«Insieme ad alcuni residenti delle zone interessate - scrive il consigliere forzista in una nota - ho consegnato al sindaco Volpi le firme di 36 cittadini proprietari di terreni di svariate misure che vanno da 300 a 15.000 metri quadrati i quali - continua Stefano Benedetti - non possono più utilizzare il servizio di erogazione delle acque a scopo irriguo, in pratica l’acqua della gora che arriva da Canevara e scorre nelle zone di Castagnola e Romagnano per poi proseguire di fino a Marina di Massa».
Secondo il consigliere comunale il nodo della questione sarebbe il passaggio dei competenze dalla provincia alla Regione. Scrive, infatti, Stefano Benedetti: «La situazione attuale è drammatica, poiché essendo passate le competenze alla Regione - motiva - la stessa non garantisce più il servizio perché nella nostra zona non ci sono aziende agricole, ma solo terreni privati anche se coltivati». Insomma, secondo Benedetti l’acqua della gora sarebbe garantita soltanto ai terreni agricoli e certo non ricadono in quella categoria campi e orti. Nè sarebbe stato affidato a qualcuno il compito di aprire e chiudere le “bocche” della gora.
«Il rischio reale - prosegue il consigliere forzista - è quello di assistere alla distruzione delle coltivazioni che stanno già seccando. L’alternativa - delinea anche l’opzione B - è l’uso da parte di qualcuno dell’acqua potabile del rubinetto per irrigare i campi con conseguente alto costo delle bollette.
Nella nostra città sono centinaia i piccoli proprietari che coltivano i campi e che oggi si trovano in difficoltà perché l’acqua della gora pur essendoci in grande quantità non viene aperta da nessuno, poiché - spiega Benedetti - a nessuno è stato assegnato l'incarico di boccaiolo.
Ecco quindi la raccolta firme per garantire a breve il servizio e consentire l’irrigazione del campi: «Abbiamo rivolto un appello al sindaco chiedendogli di interferire con il Presidente della Regione per cercare di superare il problema».
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