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Candia, mega progetto da 13,5 milioni

Candia, mega progetto da 13,5 milioni

MASSA.Piano di interventi per salvare tutte le colline, lavori anche nei terreni privati. Ma i soldi devono arrivare da Firenze

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MASSA. Le caratteristiche per essere un gioiello le ha tutte. Ha, però, anche la fragilità che spesso contraddistingue le cose preziose. Così il Comune mette i tecnici alla scrivania e disegna un mega progetto per mettere in sicurezza il Candia. Gli interventi post alluvione - e l’amministrazione ci tiene a ribadirlo - sono stati realizzati e terminati (vedi box), adesso però in ballo c’è il disegno di un’intera area, un sistema complessivo di regimazione della acque, una serie di opere per uniformare le azioni di messa in sicurezza.

Sì perchè in Candia ci sono i terreni boschivi, quelli incolti, quelli privati in cui i proprietari la sistemazione di canali e canalette l’hanno fatto fidandosi del buon senso e delle buone pratiche, magari senza specifica consulenza tecnica: chi ha fatto terrazzamenti in laterizio, chi riportando terra, chi con soluzioni diverse ancora. Poi ci sono le aree comunali e gli interventi già realizzati. Ma le colline del Candia, quelle che cullano i vitigni, hanno bisogno di un disegno complessivo di salvaguardia. E quel disegno adesso c’è. Mancano - e certo non è un dettaglio - i soldi per passare dalla carta ai cantieri e per trovarli quei soldi c’è da bussare alle porte della Regione. Tu presenti il progetto e se Firenze valuta che lo meriti, garantisce il finanziamento. E che finanziamento perché in questo caso in ballo ci sono 13, 5 milioni. Insomma, c’è da partecipare - e vincere - un bando nell’ambito del piano di sviluppo regionale. E per farlo serve un progetto pronto.

Il progetto ora c’è - anche quello realizzato con euro arrivati dal capoluogo - ed frutto di un percorso in cui Palazzo civico ha proceduto fianco a fianco con il Consorzio di bonifica, i produttori della strada del vino e Coldiretti. Insieme hanno siglato un protocollo e insieme si sono messi ad un tavolo per un progetto preliminare. Preliminare appunto perché la legge prevede che il progetto diventi definitivo ed esecutivo soltanto quando in bilancio è già finito il capitolo di spesa, insomma quando i soldi sono già in cassa. E in questo caso ancora non ci sono. Averli è piuttosto l’obbiettivo.

«Il progetto è complesso - sintetizza Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici - e prevede, tra gli altri, interventi di disboscamento, regimazione idraulica, opere anche in terreni privati (che i proprietari dovranno realizzare) finalizzate ad uniformare gli interventi per tipologia e tecnica costruttiva».

Adesso c’è da sperare nei soldi anche perché il bando prevede che il finanziamento regionale sia del 100%: chiedi 13,5 milioni e, se vinci, hai 13,5 milioni. Anche se l’amministrazione punta sugli stralci: opere divise in lotti e singole tranche di contributo. In questo modo i lavori potrebbero partire prima e le azioni più urgenti essere realizzate in tempi brevi.

Se i soldi arrivassero, il Comune dovrebbe poi mettersi al lavoro e definire accordi con i privati per gli interventi nei singoli terreni.

Chiara Sillicani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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