Sicurezza
«Presidente fermi quello scempio»: appello a Rossi
Pegollo e Leverotti snocciolano i numeri sull’occupazione «La Walton ha 12 operai e la Aleph 15, di cui 4 part time»
CARRARA. Un appello al presidente della Regione Enrico Rossi, contro la strada sul Sagro. Lo firmano La Pietra Vivente (Elia Pegollo) Gruppo di Intervento Giuridico onlus, presidio Apuane (Franca Leverotti).
«In nome dello sviluppo sostenibile e della tutela dell'ambiente chiediamo - si legge nell’appello - di intervenire sullo sciagurato progetto promosso dal presidente del Parco delle Alpi Apuane e appoggiato dai sindaci di Carrara e Fivizzano e dal già presidente della Provincia di Massa Carrara, che prevede di riattivare una strada rinaturalizzata in area Parco e di tracciarne un tratto nuovo ancora in area Parco, a 1.200 metri di altitudine, per collegare le cave di inerti del Sagro». «Organi competenti decideranno sulla legittimità e l'opportunità di un protocollo d'intesa sottoscritto da questi 4 politici nella loro funzione di amministratori, senza un dibattitto nelle rispettive giunte e consigli - prosegue la lettera indirizzata a Enrico Rossi - Il presidente della Provincia lo ha sottoscritto lunedì 8 appena prima di lasciare l'incarico che non poteva più reggere essendo decaduto da sindaco di Montignoso. Il presidente del Parco lo ha portato qualche giorno dopo alla ratifica del suo Consiglio; non sappiamo quale prassi ha utilizzato il sindaco di Fosdinovo, mentre quello di Carrara lo ha portato a conoscenza del suo Consiglio. Non le sembra un segnale forte di democrazia appannata un simile comportamento?»
«Non le sembra anomalo - incalza la nota rivolgendosi a Rossi . che il Consiglio del Parco nel 2014 in deroga ad una sua delibera del 2009, abbia proposto di collocare dei frantoi mobili in area Parco al solo scopo di favorire i concessionari? »«In consiglio comunale a Carrara i sindacati, gli stessi che non contestano quando gli operai delle cave (che fanno un lavoro definito "usurante") lavorano anche il sabato e la domenica, invocano la difesa di 40 posti di lavori, quando in realtà la Walton ne ha 12 e la Aleph 15, di cui 4 part time e 5 a tempo determinato - prosegue la nota - Queste cave sono cave fratturate che producono carbonato di calcio, e blocchi di modesta dimensione, utilizzati anche per le scogliere in mare. Non solo, si sono caratterizzate negli anni per aver compiuto frequenti illegittimità: scavi abusivi, con introiti stimati in 15.000 euro, coltivazioni non autorizzate anche sopra i 1270 metri, scarico di materiale in area vergine, infrazioni mai sanate o sanate per cifre modeste: 400, 600 euro. Eppure hanno continuato a scavare pur non rispettando le prescrizioni e non presentando la documentazione richiesta».
«Oggi gli uffici del Parco hanno archiviato il procedimento di cava Crespina e fermato quello di Vittoria perché nel progetto si prevedeva l'asportazione di 70.000 tonnellate annue di detrito. La resa è molto probabilmente inferiore a quel 25/75 che ha voluto la Regione per le cave nel Parco; e queste sono tonnellate di montagna asportate senza nessun vantaggio per la collettività, a favore del business privato del carbonato di calcio. Quanto all'area delle cave Castelbaito Fratteta, separate dalle altre due da una morena glaciale, oggi ferma grazie all'intervento di Arpat che aveva ben motivato in conferenza dei servizi il suo parere negativo, si trova in prossimità del fiordaliso delle Apuane, la centaurea Montis-Borlae, che in tutto il mondo vive solo qui - si chiude la nota - Non crede che l'espansione dell'area estrattiva metta a rischio questo endemismo? Non crede che al Parco spetti tutelare l'ambiente, il paesaggio, le specie e sviluppare una economia eco-sostenibile? Perché non assumere gli operai per affiancare i soli 4 guardiaparco in questa opera?
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