Attenzione
«Pronti a realizzare opere Assumeremo ingegneri»
Il direttore spiega a cosa servono i 140 milioni di finanziamento strutturato Sui costi di gestione: con i nuovi dipendenti non aumenteranno, sono fermi al 2011
MASSA. Si chiama finanziamento strutturato. Per dirla in parole semplici, si tratta di un mutuo che una società chiede alla banca dopo aver presentato un progetto e aver definito i flussi di cassa che a quel progetto sono conseguenti.
È strutturato anche il finanziamento che Gaia ha chiesto alle banche per 140 milioni, da ripagare in 19 anni. Soldi che - ci tiene a sottolinearlo il direttore Paolo Peruzzi - non serviranno per saldare i debiti che la società ha con i Comuni, ma - assicura - per realizzare investimenti. Sulla rete idrica, sugli impianti di depurazione. E qualche opera - Gaia lo sottolinea - verrà realizzata anche a Massa: «Abbiamo concluso - ci tiene a precisarlo il direttore - i lavori al nuovo depuratore in area Ex Cersam e concluso anche la rete di collegamento. Adesso il prossimo impegno è la realizzazione della rete fognaria di Ronchi e Poveromo». Intervento da 3,5 milioni per consentire ad un tratto di litorale di dotarsi di fognatura: «I lavori - aggiunge Peruzzi - sono già stati appaltati».
Un finanziamento da 140 milioni per realizzare opere. Per farle quelle opere, servono, però, persone che le progettino, ecco quindi che Gaia pensa a nuove assunzioni. Assunzioni di tecnici, ingegneri in primis.
Certo - e la società lo sa bene - quando si parla di nuovi assunti in Gaia gli animi si scaldano perché la società di dipendenti ne ha oltre 400. Ma - e qui sta il nocciolo - non abbastanza tecnici per mettersi a lavoro con squadra e compasso e progettare impianti e fognature. Per evitare polemiche, Peruzzi ci tiene a precisare che le assunzioni non determineranno un aumento dei costi: «I costi della gestione - sintetizza - non aumenteranno con l’incremento di personale. E non sono mai aumentati negli ultimi anni, sono infatti fermi al 2011».
Poi il direttore si toglie un sassolino dalla scarpa e fa il punto sulla questione debiti nei confronti dei Comuni. E chiarisce - parafrasando - che quei debiti la società li ha ereditati dagli stessi Comuni quando hanno ceduto la rete e con essa anche i finanziamanti sostenuti per gli investimenti, però - aggiunge - «nonostante quei debiti le amministrazioni per anni non hanno mai ritoccato le tariffe». Un meccanismo che ha condotto alle cosiddette partite pregresse per cui oggi - semplificando - paghiamo quello che non abbiamo pagato ieri.
(c.s).
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