Il dolore
Esordio col tutto esaurito: il Dogliani fa centro
Grande jazz, “Va pensiero” e dibattito con la filosofa Roberta De Monticelli La docente: l’intervento dissennato dell’uomo distrugge i sistemi naturali
CARRARA. Grande successo di pubblico con il tutto esaurito e con il consigliere regionale Giacomo Bugliani e la vicesindaco Fiorella Fambrini seduti in prima fila, in occasione dell'apertura della rassegna Donna Anima e Corpo, presso il Biscottificio Piemonte dei Fratelli Dogliani. Il pubblico dapprima si è lasciato incantare dalle melodie e dalle interpretazioni della Corale Massese diretta dal Maestro Paolo Biancalana, con un repertorio che si è accostato sia al jazz che alla musica classica e in cui ha riecheggiato anche un toccante e soave Va' pensiero, per poi lasciarsi condurre nei sillogismi e nei ragionamenti su ciò che sta "Al di qua del Bene e del Male" di Roberta De Monticelli, docente di Filosofia della Persona presso l'università San Raffaele di Milano.
Un incontro molto interessante quello con l'intellettuale De Monticelli che ha illustrato l'importanza di abbandonare il concetto di soggettività e di relatività dei valori delineato da Nietzsche nel suo "Al di là del Bene e del Male", quando si tratta di creare una comunità, una collettività, dove il confronto fra i diversi punti di vista, certo soggettivi, dovrebbe però portare alla formazione di regole oggettive, capisaldi di una democrazia, di regole quindi democratiche nate dal confronto e dal dialogo.
La professoressa, citando gli esempi toscani del Parco delle Apuane e del Parco di Cecina, a cui l'intervento dissennato dell'uomo sta mettendo mano portando alla distruzione di un patrimonio paesaggistico che appartiene all'identità di ciascuno di noi, fa presente come il cadere della norma o addirittura l'azione di cambiare la norma per rendere lecito ciò che non lo era, faccia perdere lo spirito di ciò che sta al di qua del bene e del male, lo spirito dello stare insieme.
È con il cadere della norma che sta al di qua del bene e del male e frutto di un confronto e di un dialogo sincero nella comunità, che cade il mercato, che cade l'Unione Europea capace di vivere solo di economia perché privata nel suo essere, dei diritti inviolabili dell'uomo sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti, firmata, sottolinea la docente, proprio nel 1948 a pochi mesi di distanza dall'entrata in vigore di un'altra Carta fondamentale: la nostra Costituzione; entrambe significativamente nate all'indomani del conflitto mondiale.
Un ammonimento forse, quello della docente, a non tradire lo spirito di quelle norme come la Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dove si parla e si costituzionalizza in primis la "dignità" dell'uomo a prescindere dalla nazionalità di appartenenza. Roberta De Monticelli ha ricordato inoltre l'essenzialità del non accettare la normalità del dileggio della norma, del non nascondersi dietro " è normale perché lo fanno tutti", ma alzare la testa e aprire un dialogo sincero e pubblico per uscire fuori, in questo modo, da quella zona di omertà, da quella zona grigia di cui parlava Primo Levi e in cui hanno trovato terreno fertile in passato le più aberranti tirannie.
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