Trasporti
Cento bimbi esclusi dai campus: è caos
Protesta in Comune dei genitori esclusi dalla graduatoria per il servizio estivo comunale. Apuafarma: il bando è da rivedere
CARRARA. Cento bimbi esclusi dai campus comuali (al via da lunedì della prossima settimana): e esplode il caos.
Scoppia la protesta delle famiglie escluse dal campus Estate ragazzi organizzato da Comune di Carrara e Apuafarma.
«Hanno privilegiato i redditi piu’ alti che potrebbero rivolgersi ai privati» hanno lamentato le mamme e i papà dei bambini rimasti fuori. La replica dell’amministratore unico della municipalizzata: «Bando da rivedere».
Scendono i posti a disposizione al campus Estate Ragazzi, un centinaio di bambini resta escluso ed esplode la protesta delle famiglie. Ieri mattina una delegazione di genitori dei bambini rimasti fuori dalla graduatoria del campus estivo, organizzato da Apuafarma e Comune di Carrara, si è recata prima nella sede della municipalizzata, poi a Palazzo Civico, per dar voce al disagio delle 100 famiglie escluse e chiedere un intervento in extremis da parte dell’amministrazione comunale. E questo perché per l’estate in corso il servizio è stato limitato a 210 bambini, 40 dei quali seguiti dai servizi sociali: i posti effettivi a disposizione erano dunque circa 170. La scorsa estate i piccoli ammessi erano stati un centinaio in più.
La necessità di far quadrare i conti e di erogare solo servizi “coperti” dal punto di vista finanziario, ha fatto sì che la municipalizzata tagliasse le graduatorie e così un centinaio di famiglie si è ritrovata senza un servizio prezioso, a cui affidare i propri bambini durante il periodo estivo.
I genitori in particolare hanno contestato i criteri di selezione inseriti nel bando: «Hanno preso i figli di chi ha un doppio reddito e quindi può permettersi un campus privato, escludendo i bambini di chi magari non ha lavoro ma fa la stagione o un part time» ha spiegato Daisy Bozza, una delle mamme della delegazione ricevuta in municipio, ricordando che l’Estate Ragazzi, in quanto servizio comunale, dovrebbe privilegiare piuttosto le fasce più deboli della cittadinanza.
«Alla fine chi ci rimette sono i nostri bambini, che non fanno attività, non hanno occasione di socializzare e non possono andare al mare» ha proseguito la signora.
I genitori “esclusi” hanno avuto un faccia a faccia con l’amministratore unico di Apuafarma Fabrizio Volpi che ha ammesso: «Il bando in effetti privilegia chi lavora di più e che quindi ha maggior reddito. La selezione di quest’anno teneva conto dell’Isee, del numero dei lavoratori e di eventuali supporti. Il reddito deve essere il primo discrimine, dobbiamo privilegiare quelli più bassi e far pagare di più alle famiglie maggiormente benestanti. La mia idea –ha proposto Volpi per l’estate 2017 - è di inserire dal prossimo anno tre fasce, quella degli esenti, una analoga a quella attuale da 100 euro e una tariffa più alta per chi ha condizioni più agiate. In questo modo – ha concluso l’amministratore unico – i ceti più alti o si rivolgono al privato o di fatto coprono il servizio per le fasce più deboli».
Insomma la soluzione per ampliare il servizio c’è, almeno per il prossimo anno. Per quest’estate, invece, l’unico modo di reintegrare gli esclusi sarebbe quello di un nuovo esborso da parte del municipio: «Per accogliere tutte le richieste il comune dovrebbe darci altri 40-60 mila euro, a seconda che i nuovi iscritti vengano smistati sulle strutture già a disposizione o si decida di utilizzarne una nuova» ha concluso Volpi, ribadendo che dopo gli esborsi delle precedenti gestioni, e i servizi erogati a perdere, da quest’anno Apuafarma garantisce solo ed esclusivamente le prestazioni che hanno una copertura economica.
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